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Effetto Brexit

il ministero degli Interni britannico nega la richiesta d'alloggio ad un cittadino rumeno, in un centro di dentenzione per migranti

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Una richiesta d’alloggio tornata al mittente, l’ennesimo atto della Brexit dal referendum, che ha visto per protagonista questa volta un cittadino rumeno. Nonostante lo stallo nei negoziati, che nelle intenzioni del primo ministro May dovrebbero concludeesi tra due anni, per definirne le modalità, continuano ad andare in scena episodi che anticipano l’entrata in vigore del divorzio formale.

Il caso riguarda una lettera frimata dal ministro degli interni britannico Amber Rudd, che invita l’uomo, ospite di uno dei tanti centri di dentenzione per migranti a lasciare il Regno Unito, per evitare, dice la lettera, di trasformarsi in un senza tetto. Non solo c‘è di piu, la nota datata 18 ottobre, pubblicata dal domenicale Observer, esorta il rumeno a tornarsene nel suo paese di origine, o di scegliere un’altra destinazione dove andare a vivere, approfittando del libero moviemnto garantito ai cittadini europei nel continente.

Dati alla mano, secondo un’analisi del governo britannico, il numero delle deportazioni forzate di cittadini europei, dai centri di detenzione nel Regno sono in aumento negli ultimi mesi. Nell’ultimo anno, almeno 5,300, riprova di una certa ostilità, ancora non su carta, me nei fatti, generata dal clima di tensione politica innescato dal voto sulla Brexit.