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La Catalogna vota l'indipendenza unilaterale, Madrid approva l'art. 155

Madrid risponde destituendo di fatto Puigdemont tramite l'applicazione dell'ormai celebre articolo della carta costituzionale. Seguiamo in tempo reale gli eventi di questa giornata decisiva per la Spagna e la Catalogna, coadiuvati dai colleghi di lingua spagnola

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La Catalogna vota l'indipendenza unilaterale, Madrid approva l'art. 155

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La Catalogna ha deciso di separarsi dalla Spagna votando l’indipendenza unilaterale e autoproclamandosi Repubblica. Per essere più precisi, la Catalogna ha approvato l’avvio del processo costituente della Repubblica catalana. Poco dopo, il Senato di Madrid ha detto sì all’applicazione dell’articolo 155 della costituzione che di fatto sospende il governo catalano. Nell’emiciclo della capitale, tuttavia, nessuno ha applaudito – al contrario di quanto è accaduto poco prima a Barcellona. Il Paese piomba di fatto nell’incertezza più totale.


Tutto è successo nel giro di un’ora, questo pomeriggio. Prima il parlamento di Barcellona ha messo ai voti la risoluzione dei partiti indipendentisti in uno scrutinio segreto fortemente contestato dalle opposizioni. La dichiarazione, letta dalla presidente del Parlamento, Carme Forcadell Lluís, afferma: “Costituiamo la Repubblica catalana come stato indipendente e sovrano di diritto democratico e sociale”. Settanta i voti a favore, 10 i contrari, due gli astenuti. Puigdemont è stato uno degli ultimi a votare ma non ha preso parola prima. Ciudadanos, Partido Popular e Partido Socialista de Cataluña hanno abbandonato l’emiciclo per protesta.

Le prime mosse del governo spagnolo

Quindi la scena si è spostata a Madrid. In un tweet, Mariano Rajoy ha chiesto agli spagnoli di restare calmi in attesa che venga ripristinato l’ordine in Catalogna da parte dello stato di diritto.


Quindi il Senato spagnolo ha approvato l’entrata in vigore dell’articolo 155 che commissaria l’autorità catalana. Alle 17.30 riunione ordinaria del Consiglio dei Ministri alla Moncloa, alle 18 riunione straordinaria.

Cosa è successo stamattina
Prima del voto catalano, il premier spagnolo aveva esplicitamente chiesto al senato la deposizione del suo oramai rivale politico, Carles Puigdemont. “Non c‘è alternativa” alla attivazione dell’art.155 in Catalogna, perché bisogna “ricorrere alla legge per fare rispettare la legge”, ha detto davanti al Senato, attribuendo al presidente catalano la responsabilità per la situazione attuale: “a lui, e solo a lui” ha insistito. Il premier ha aggiunto che il governo di Madrid destituirà il capo della Generalitat, il vicepresidente Oriol Junqueras e tutti i membri del Govern con i poteri straordinari che gli saranno concessi oggi dalla camera alta. Rajoy intende convocare elezioni in Catalogna dopo 6 mesi. Una riunione straordinaria del governo di Madrid potrebbe essere convocata questo pomeriggio alle 16.30 o domani per annunciare le prime misure.

Una vigilia incerta e movimentata
La commissione ad hoc del Senato spagnolo ha dato via libera in serata all’attivazione dell’art.155 contro la Catalogna chiesta dal governo di Madrid. Ricordiamo che il PP ha la maggioranza assoluta nel Senato. In commissione il ‘si’ è passato con 22 voti a favore (15 commissari Pp e 7 Psoe) e 5 voti contrari, quelli dei partiti nazionalisti catalani e baschi e di Podemos. Sul fronte catalano, l’oscillazione delle proposte di ieri (elezioni anticipate o no?) ha creato scompiglio all’interno dello stesso Govern, raffreddando le relazioni fra il partito di Oriol Junqueras ERC e quello del presidente Puigdemont. Le dimissioni del conseller Santi Vila, sostenitore della negoziazione e contrario alla dichiarazione unilaterale dell’indipendenza (DUI), potrebbero essere un indizio decisivo su cosa accadrà oggi.

Per tutto il giorno siamo diretta, in italiano e spagnolo, per coprire questa ennesima frenetica giornata politica in Spagna.

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