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Turchia: liberata la direttrice di Amnesty International

Fuori insieme a Idil Eser, altri sette degli undici attivisti accusati di terrorismo. Resta in carcere il presidente dell'organizzazione Taner Ilic

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Turchia: liberata la direttrice di Amnesty International

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Amnesty International accusata di “terrorismo” in Turchia: la direttrice rilasciata, il presidente no


Rilasciati otto degli undici attivisti per i diritti umani, accusti in Turchia di “terrorismo” per presunti legami con il PKK, un gruppuscolo di estrema sinistra e il movimento di Fetullah Gülen, il clerico nemico giurato di Erdogan, che Ankara accusa di essere dietro al tentato golpe dello scorso anno. Fra loro, oltre a un cittadino tedesco e uno svedese, anche la direttrice del ramo locale di Amnesty International, Idil Eser. Resta invece in carcere il presidente dell’organizzazione in Turchia, Taner Ilic. Accusato di “appartenenza a un’associazione terroristica”, quest’ultimo dovrebbe comparire in giornata in tribunale a Smirne, dove è attualmente detenuto.


Il tweet con cui Amnesty International celebra il rilascio della direttrice del suo ramo turco, Idil Eser

Il servizio realizzato da euronews in occasione dell’apertura del processo

Il sollievo a metà della direttrice di Amnesty Turchia: “Contenta sì, ma trattamento impari e arresto ingiustificato”


“Quando è stata richiesta la nostra liberazione, in un primo momento sono stata molto sorpresa – il primo commento di Idil Eser al momento del rilascio -. Non ho capito per quale motivo lo stesso trattamento non sia stato riservato a tutti, ma mi sono comunque sentita molto sollevata. Detto questo, non va dimenticato che che l’arresto di tutti noi resta privo di qualsiasi fondamento”.


La videocampagna lanciata da Amnesty International per sensibilizzare l’opinione pubblica e aumentare la pressione sulle autorità turche

“A processo la credibilità di autorità e sistema giudiziario turco”


Amnesty International respinge ogni addebito come “assurdo” e “infondato”, denunciando un processo strumentale e volto a scoraggiare la dissidenza. “Se in apparenza questo è un processo a dei difensori dei diritti umani – aveva detto ieri il Direttore di Amnesty International Europa, John Dalhuisen – nella sostanza ad essere invece sotto processo sono il sistema giudiziario e le autorità turche”.

Il comunicato pubblicato da Amnesty International in occasione del processo agli 11 attivisti per i diritti umani che si è aperto ieri a Istanbul.

L’appoggio di Edward Snowden: “Amnesty mi ha aiutato. Ora tocca a me sostenerli”



In sostegno di Amnesty International e dei suoi attivisti accusati in Turchia si è mobilitato anche Edward Snowden, che in un videomessaggio diffuso su Twitter ha parlato di momento giusto per sdebitarsi. Quando è stato il momento di farlo, ha detto, “Amnesty si è mobilitata per me. Adesso sta a noi mobilitarci per Amnesty”.

Per la maggior parte arrestati a luglio, mentre partecipavano a un workshop, gli attivisti rilasciati restano comunque tutti imputati e rischiano fino a 15 anni di carcere.