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Turchia: Amnesty alla sbarra per "terrorismo"

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Di Diego Giuliani
Turchia: Amnesty alla sbarra per "terrorismo"

<p><h3>Undici attivisti a processo e il rischio di un “processo boomerang”</h3><br /> Al via a Istanbul il “processo boomerang”, che agli occhi di molti rischia di portare alla sbarra lo stesso sistema giudiziario turco. Sul banco degli imputati 11 attivisti per i diritti umani, per la maggior parte arrestati a luglio mentre partecipavano a un workshop, che ora rischiano fino a 15 anni di carcere, per fiancheggiamento a organizzazioni che la Turchia del dopo tentato-golpe considera terroriste. Tra loro anche il presidente e la direttrice del ramo locale di Amnesty International, Taner Kiliç e Idil Eder. </p> <p><blockquote class="twitter-video" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Only 15 hours left! They are our friends and our colleagues. We won't stop until they are free <a href="https://twitter.com/hashtag/FreeRightsDefenders?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#FreeRightsDefenders</a> <a href="https://t.co/pFhZp0gpyv">https://t.co/pFhZp0gpyv</a> <a href="https://t.co/x9bxmJh82K">pic.twitter.com/x9bxmJh82K</a></p>— AmnestyInternational (@amnesty) <a href="https://twitter.com/amnesty/status/922854185040793601?ref_src=twsrc%5Etfw">24 ottobre 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><br /> <em>La videocampagna lanciata da Amnesty International per sensibilizzare l’opinione pubblica e aumentare la pressione sulle autorità turche</em></p> <p><h3>Amnesty International: “A processo la credibilità di autorità e sistema giudiziario turco”</h3><br /> “Se in apparenza questo è un processo a dei difensori dei diritti umani – ha detto il direttore di Amnesty International Europa, John Dahluisen, nel corso di una manifestazione spontanea davanti al tribunale di Istanbul dove si sta celebrando il processo -, nella sostanza ad essere invece sotto processo sono il sistema giudiziario e le autorità turche”.</p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">.<a href="https://twitter.com/amnesty?ref_src=twsrc%5Etfw">@Amnesty</a> stands up for us. Now I'm standing up for them. Will you? Help us <a href="https://twitter.com/hashtag/FreeRightsDefenders?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#FreeRightsDefenders</a> in <a href="https://twitter.com/hashtag/Turkey?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Turkey</a>: <a href="https://t.co/HKnyZTmy52">https://t.co/HKnyZTmy52</a> <a href="https://t.co/2FSEiWy4XJ">pic.twitter.com/2FSEiWy4XJ</a></p>— Edward Snowden (@Snowden) <a href="https://twitter.com/Snowden/status/922506659385282560?ref_src=twsrc%5Etfw">23 ottobre 2017</a></blockquote><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><br /> <em>In sostegno di Amnesty International e dei suoi attivisti accusati in Turchia si è mobilitato anche Edward Snowden, che in un videomessaggio diffuso su Twitter ha parlato di momento giusto per sdebitarsi. Quando è stato il momento di farlo, ha detto, “Amnesty si è mobilitata per me. Adesso sta a noi mobilitarci per Amnesty”.</em></p> <p><h3>L’accusa di Ankara ai militanti: “Spalleggiavano <span class="caps">PKK</span>, Gülen e un gruppuscolo di sinistra”</h3><br /> Amnesty International respinge ogni addebito come “assurdo” e “infondato”, denunciando un processo strumentale e volto a scoraggiare la dissidenza. Tra gli attivisti alla sbarra anche un cittadino tedesco e uno svedese. Per tutti, l’accusa è di aver “fomentato il caos” per favorire manifestazioni contro il governo e di aver spalleggiato il <span class="caps">PKK</span>, il movimento del predicatore e nemico giurato di Erdogan, Fetullah Gülen, e un gruppuscolo di estrema sinistra.</p>