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Matrimoni con minori e rapimenti nel Kirghizistan: la denuncia di una parlamentare

Aida Kasymalieva, la più giovane deputata kirghisa sottolinea il grande problema rappresentato dai matrimoni basati su rapimenti, vietati dalla legge ma ancora molto diffusi.

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Matrimoni con minori e rapimenti nel Kirghizistan: la denuncia di una parlamentare

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I diritti delle donne ancora calpestati nel Kirghizistan, fra l’indifferenza degli uomini politici. Una donna su dieci è stata costretta a sposarsi prima dei diciotto anni, nonostante questa pratica sia stata vietata dalla legge, e nel Paese resta molto diffuso il rapimento della sposa.

Lo denuncia la parlamentare Aida Kasymalieva che ha anche raccontato che in parlamento tutti i colleghi uomini sono usciti dall’aula mentre lei parlava di violenze contro le donne e matrimoni forzati: “L’Ala kachuu, il matrimonio forzato con il rapimento è un grande problema in Kirghizistan, molte persone lo considerano una tradizione, ma non c‘è nulla di tradizionale nel rapire delle ragazze, è rapimento. Gli uomini non si interesseranno mai alle violenze domestiche, ai rapimenti. Al contrario militeranno per leggi che permettano di avere due donne, per la poligamia. Diranno che le donne non hanno problemi e che dovrebbero restare a casa”.

Nonostante da quattro anni siano vietati, i matrimoni nati da rapimenti rappresenterebbero la metà delle unioni in tutto il Kirghizistan a maggioranza musulmana. Secondo l’Onu i casi sarebbero quasi 12.000 l’anno in un Paese di circa sei milioni di persone. Nonostante i matrimoni religiosi con minori siano vietati non tutti gli imam rispettano le regole.