ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nuovo mandato e nessun successore: Xi Jinping sempre più "sovrano"

Il XIX Congresso del Partito cinese formalizza l'accentramento di cariche e potere. Il Segretario generale (e Capo di Stato) sempre più verso un "regno a vita"

Lettura in corso:

Nuovo mandato e nessun successore: Xi Jinping sempre più "sovrano"

Dimensioni di testo Aa Aa

Chi sono i nuovi volti del Politburo? Xi ce lo spiega in un un minuto appena


Una nuova generazione di vecchi leader sconosciuti, che sembra scelta appositamente per non fargli ombra. Rinominato senza sorprese alla guida del Partito comunista cinese per altri cinque anni, Xi Jinping ottiene ora anche di esser affiancato da figure di secondo piano, di 60 anni almeno, tra cui spicca l’assenza di qualsiasi possibile successore. Insieme a lui, nel Politburo, il XIX Congresso del Partito ha confermato il solo premier Li Keqiang. In un discorso fiume durato oltre tre ore, alle altre nomine Xi Jinping ha dedicato una manciata di secondi appena.


Le nomine cronometrate dalla correspondente dell’agenzia di stampa Afp, Rebecca Davis: “La presentazione dei nuovi membri è durata meno di un minuto e mezzo (inclusa la traduzione)”, scrive su Twitter


Nella corsa all’identikit delle nuove nomine, riaffiorano su Twitter alcuni testi di Wang Huning. Negli anni ’90 il nuovo consigliere politico di Xi Jinping descriveva gli Stati Uniti come una “democrazia profondamente corrotta” dalla “struttura piramidale”

La stretta di Xi sulle Forze armate


Misura dell’accentramento del potere, sancito dal XIX congresso del Partito è anche la moltiplicazione delle cariche, accumulate da Xi Jinping: già Capo di Stato e delle Forze Armate, colleziona ora anche quella di Presidente della Commissione militare centrale.

Come lui solo Mao: nome e dottrina di Xi Jinping sono ormai nei “sacri testi”


Il suo nome e la sua dottrina sono stati inoltre ufficialmente iscritti nei testi del Partito: un onore finora riservato al solo Mao Tse Tung e che equivale a un viatico per un regno a vita. Tra gli scroscianti applausi della platea, lo stesso Xi Jinping non nasconde peraltro di guardare lontano: promettendo una “nuova era di socialismo alla cinese”, assicura che entro il 2050 farà della cina “una grande potenza prospera e rispettata”. Ormai praticamente una formalità la conferma a marzo come Capo di Stato, Xi Jinping chiarisce poi la sua visione del potere, invitando a “difendere l’autorità del Partito e del sistema socialista cinese”.