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UE: raggiunto un accordo sulla riforma del lavoro distaccato

L'intesa limita a 18 mesi la durata massima del distacco. Ora spetterà al Parlamento europeo il compito di arrivare a un testo definitivo sulla nuova normativa

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UE: raggiunto un accordo sulla riforma del lavoro distaccato

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Dopo un negoziato di oltre 12 ore la maggioranza dei ministri del lavoro europei riunitisi in Lussemburgo ha raggiunto un accordo di base sulla riforma della direttiva sul lavoro distaccato. L’intesa limita a 18 mesi la durata massima del distacco (12 più una proroga di 6 mesi) e introduce un periodo di transizione di quattro anni tra il raggiungimento di un accordo formale e l’entrata in vigore della riforma.

Ungheria, Lituania, Lettonia e Polonia hanno votato contro la proposta, mentre Regno Unito, Irlanda e Crozia si sono astenute perché l’accordo danneggerebbe la loro industria dei trasporti.

Di una nuova legge discutono da mesi due blocchi su posizioni opposte. Da una parte i paesi dell’est e sud Europa, tra cui la Spagna, favorevoli alla vecchia normativa che favorisce i lavoratori dei paesi meno ricchi; dall’altra il blocco degli stati economicamente più forti, guidato dalla Francia di Emmanuel Macron, che ha fatto della modernizzazione della legge europea del 1996, criticata perché favorisce il dumping sociale e lavorativo, una delle sue priorità in ambito europeo.

Dopo il via libera dei ministri del lavoro la palla passa ora al Parlamento europeo, a cui spetterà il compito di trovare un’intesa sul testo definitivo di una legge che riguarda circa due milioni di lavoratori.