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Babis: euroscettico ma non anti-europeo

Il vincitore delle elezioni ceche dovrà fare i conti con le sue relazioni con Berlino

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Babis: euroscettico ma non anti-europeo

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Si oppone all’euro e alla politica migratoria europea. Andrej Babis, il “Trump di Praga”, si presenta come euroscettico e in questa veste ha vinto le elezioni. Ma secondo l’analista ceco Vit Dostal, non siamo di fronte a una reale rottura rispetto alla politica dei governi precedenti: “A volte ha espresso critiche – dice Dostal -, è un populista, quindi ha criticato Bruxelles parlando di ‘quei cattivoni di Bruxelles’, ma non direi che sia mai stato molto anti-europeo”.

Varsavia, Budapest, Vienna e ora anche Praga. L’euroscetticismo nell’Europa dell’Est si allarga a macchia d’olio. Una fonte di ulteriore preoccupazione per Bruxelles, che con la vittoria di Sebastian Kurz in Austria già temeva un rafforzamento se non un allargamento del gruppo di Visegrad. Ma retorica e pratica sono due cose diverse, avverte Dostal: “Penso che l’elemento più importante nei rapporti fra Repubblica Ceca e Unione europea siano le buone relazioni con la Germania. Che rimarranno come sono ora, e questo significa che Andrej Babis non ha interesse a creare nuovi conflitti con Berlino o con Bruxelles”.

Babis, che dopo la vittoria ha definito il suo partito “pro-europeo”, ha promesso di tenere i profughi musulmani fuori da quello che è uno dei paesi meno colpiti dalla più grave crisi migratoria in Europa dalla seconda guerra mondiale.