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I massacri senza fine dell'Afghanistan

Si è chiusa una settimana di attentati in Afghanistan con centinaia di morti e feriti nelle province di Paktia, Ghazni, Maidan Wardak e Farah

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I massacri senza fine dell'Afghanistan

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L’ Isis ha rivendicato l’attacco suicida di venerdi’ alla moschea sciita di Kabul nel quartiere occidentale di Dashte-e-Barchi in cui sono morti 85 fedeli ed altri 64 sono rimasti feriti. L’attentato – si legge nel comunicato diffuso in queste ore – era diretto contro i “politeisti”, un termine con cui il gruppo fondamentalista definisce i musulmani sciiti. Questa stessa moschea era già stata attaccata meno di due mesi fa, il 25 agosto scorso, da un commando armato.

Poco dopo l’attacco di Kabul, un’altra esplosione ad una moschea sunnita della provincia di Ghor ha ucciso altre trenta di persone.

Questi attentati chiudono una settimana di sangue segnata da numerosi attacchi taleban che hanno colpito le forze di sicurezza afghane in almeno quattro province (Paktia, Ghazni, Maidan Wardak e Farah) causando centinaia fra morti e feriti di cui molti civili. La crisi afghana resta quindi del tutto insoluta anche dopo la divulgazione della nuova strategia del presidente Donald Trump per l’Asia meridionale, mentre si moltiplicano le iniziative a livello internazionale per convincere i Talebani ad accettare un dialogo col governo di Kabul.