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Beatrice Fihn: "Possiamo eliminare le armi nucleari senza dover cambiare tutto"

Beatrice Fihn, Direttrice dell'ICAN, organizzazione che ha ricevuto il Nobel per la Pace: "Le bombe nucleari sono il passato"

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Beatrice Fihn: "Possiamo eliminare le armi nucleari senza dover cambiare tutto"

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*È possibile un mondo senza armi nucleari? O è solo fantasia? In un momento dove crescono i timori di una possibile guerra, i sostenitori della forza della dissuasione nucleare sono stati bacchettati quest’anno dal comitato norvegese del Nobel, che ha assegnato il premio per la Pace all’ICAN, la Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari. A Ginevra Valérie Guariat ha incontrato la Direttrice dell’organizzazione, Beatrice Fihn.*

Valérie Guariat, euronews: “La questione di un conflitto nucleare, o la stessa minaccia, sono all’ordine del giorno. Abbiamo appena visto che il presidente americano Trump ha assunto una posizione molto dura sull’accordo sul nucleare iraniano, dopo lo scontro con Kim Jong Un e le crescenti tensioni con la Corea del Nord. Ci sono rischi reali di un’escalation in questo momento? La dissuasione nucleare sta funzionando da anni. Oppure no?”

Beatrice Fihn: “Credo che i rischi siano molto reali: ogni giorno, i sottomarini nucleari pattugliano i nostri mari. Avete silos dove i missili nucleari sono puntati contro alcuni obiettivi. Tuttavia questo è passato in sordina per un po’ di tempo. Ora quanto sta accandendo in Corea del Nord, l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti hanno messo in risalto il fatto che ci sono persone, individui, che hanno davvero il potere di distruggere il mondo.”

euronews: “Ha definito in un tweet Donald Trump un imbecille, parafrasando Rex Tillerson. Significa che gli stupidi, nel ventunesimo secolo, stanno rendendo irrilevante la dissuasione nucleare?”

Beatrice Fihn: “Minacciare un massacro di centinaia di migliaia di civili, in modo indiscriminato, come metodo per proteggere noi stessi, non è più pertinente, è un’idea stupida. Le armi nucleari non ci fanno sentire più sicuri, non possiamo vincere una guerra nucleare. Minacciare di distruggere un intero paese, sviluppando arsenali nucleari, e aumentare il numero di armi, questo è folle.”

euronews: “Ci sono diverse potenze nucleari, anche se sono una minoranza. E gli “stati” nucleari, cosa pensa degli altri Stati come Francia, Regno Unito, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele, che non ha mai ammesso, ma nemmeno negato, di possedere arsenali nucleari, esistono Stati buoni e Stati cattivi?”

Beatrice Fihn: “Non esiste questa divisione quando penso ai paesi che fanno affidamento sulle armi di distruzione di massa, per la propria sicurezza. Sono tutte minacce sbagliate, dalle minacce di morte o di distruzione, ma anche quelle che mirano ad avere conseguenze estremamente dolorose per coloro che sopravvivono. Sono orribili le sofferenze. I paesi che credono nei diritti umani e nella democrazia, non dovrebbero minacciare di usare queste armi”.

Quanto sono pericolose le testate atomiche?

euronews: “Il Trattato di non proliferazione non ha impedito agli Stati Uniti di investire, anche pesantemente, sulle armi nucleari negli ultimi anni. Oggi contiamo circa circa 15.000 testate. Per avere un’idea potrebbe dirci quanto è pericolosa e mortale solo una di queste?”

Beatrice Fihn: “Ci sono diversi tipi di armi nucleari. Dipende dalla posizione della zona, e da quanto è popolata. Ma una fortissima esplosione avrà conseguenze a lungo termine. Pensiamo a Hiroshima e Nagasaki, le persone portano ancora i segni. L’ambiente è ancora contaminato. Ci sono siti per test nucleari in tutto il mondo. Molte donne hanno difficoltà ad avere bambini, ci sono rischi altissimi di contrarre il cancro. È davvero un’arma che può avere effetti su parecchie generazioni. E poi le radiazioni si diffondono con il vento, in altre aree che non sono state coinvolte dal conflitto. Ad esempio, se ci fosse una guerra nucleare in Corea del Nord, ciò avrebbe un impatto su Cina, Giappone e Corea del Sud. Gli Stati Uniti e tutti gli altri paesi con armi lo sanno bene cosa significa avere un sottomarino nucleare, l’America era solo un esempio. Il sottomarino ha una potenza esplosiva enorme. Milioni di persone sono morte nella Seconda guerra mondiale. 10 di questi sottomarini pattugliano i mari di tutto il mondo. Hanno una potenza 70 volte più elevata rispetto a quelli della Seconda guerra Mondiale.

ICAN: una battaglia contro il nucleare e l’industria delle armi

euronews: Il lavoro dell’ICAN è stato centrale durante i negoziati che hanno portato al trattato dell’ONU che proibisce l’uso di armi nucleari. E’ vincolante per 122 stati, ma Il problema è che molti paesi non hanno firmato. All’appello sono mancati Francia, Regno Unito e gli Stati Uniti. Anche la NATO è contro. Quali sono le conseguenze?

Beatrice Fihn: “Prendiamo ad esempio le armi chimiche o biologiche, le mine e le bombe a grappolo, un tempo proibite; anche se non tutti gli Stati all’inizio sono d’accordo, cresce una consapevolezza intorno a queste armi. Serviva questo Trattato. Credo sia anche uno strumento per avviare campagne a livello nazionale, per convincere i produttori di armi nucleari a fermarsi. Il Trattato vieta l’assistenza a chi sviluppa armi nucleari. Pensiamo di andare dalle banche e dire: “chi vive in un paese che ha firmato questo trattato, non dovrebbe investire denaro nella produzione di armi nucleari. Questo potrebbe essere un incentivo molto forte. Le armi nucleari sono molto costose. E governi come il Regno Unito o la Francia devono decidere: è meglio investire su un’arma che si può usare, che uccide solo i civili? Oppure è meglio investire su ciò che ci protegge dalle minacce del XXI secolo? Terrorismo, cambiamento climatico, criminalità organizzata, o quel genere di cose “.

euronews: “Alla fine, vediamo che, purtroppo la guerra è un fattore che può rendere, e l’industria delle armi è redditizia. Per gli Stati, per le imprese, per le banche. Gli istituti hanno investito circa 500 miliardi di dollari nelle armi nucleari tra il 2013 e il 2016. Di fronte a questo, come rendere il disarmo nucleare davvero efficace?

Beatrice Fihn: “Penso che sia una sfida per tutto il settore delle armi. Pochi anni dopo la convenzione dell’ONU sulle bombe a grappolo che ne vietava l’uso, gli Stati Uniti non avevano partecipato ai negoziati nè firmato il trattato; solo l’anno scorso, l’ultima società americana che produceva ancora bombe a grappolo ha smesso di produrle. Lo ha fatto per la crescente pressione internazionale e per le campagne contro la produzione delle stesse. L’altra faccia della medaglia è che le banche hanno bloccato il capitale di questa società. Penso che sia stato molto interessante vedere come queste aziende abbiamo reagito a questi processi. Il denaro utilizzato per le armi è il nostro denaro. Dobbiamo solo chiedere che i nostri soldi vadano utilizzati per altre cose. Abbiamo bisogno di una grande spinta. E spero che questo Premio Nobel per la nostra campagna possa ispirare le persone ad agire. Alla fine credo nella democrazia. Credo che si possa cambiare, se tutti lo vogliamo veramente.”