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UE pronta a diventare leader nella lotta alla proliferazione nucleare

I ministri degli esteri riuniti in Lussemburgo hanno trovato fronte comune per difendere l'accordo nucleare con l'Iran e inasprire le sanzioni contro la Corea del Nord

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UE pronta a diventare leader nella lotta alla proliferazione nucleare

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La lotta alla proliferazione nucleare è nelle mani dell’Unione europea. Gli Stati membri intendono convincere il congresso americano a mantenere l’accordo con Teheran nonostante la decisione del presidente Trump di ripudiarlo. I ministri degli esteri, riuniti lunedì in Lussemburgo, vogliono riaprire il dialogo con l’Iran per frenare la sua corsa verso la costruzione di missili di lunga gittata. “Il piano d’azione congiunto è un accordo importante nella lotta contro la proliferazione nucleare – ha affermato il ministro degli esteri francese – speriamo veramente che l’Unione europea possa esercitare pressioni anche sul Congresso statunitense affinché non metta in discussione questo accordo”.
Il capo della diplomazia europea Federica Mogherini volerà a Washington a inizio novembre per difendere accordo considerato cruciale per la stabilità della regione. L’impegno per contrastare la minaccia nucleare inoltre non lascia altra opzione all’Unione europea che aumentare le pressione anche sulla Corea del Nord inasprendo le sanzioni economiche verso il Paese.
“Ci sono azioni specifiche che stiamo attuando sulla diaspora nord coreana, come per esempio il congelamento dei beni del regime e sulla vendita di beni di lusso: è in questa direzione che l’Unione europea può intensificare la pressione sul Pyongyang”, sostiene Boris Johnson.
Aumenta la preoccupazione in Europa a seguito dell’ultimo test nucleare effettuato dalla Corea del Nord a settembre. Le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e il regime hanno creato lo spettro della minaccia una nuova guerra nucleare.
Attraverso le sanzioni L’unione europea mira soprattutto a colpire il regime e gli alti funzionari nordcoreani, senza pregiudicare la popolazione.
Come spiega il nostro corrispondente: “è molto raro raggiungere l’unanimità in seno al consiglio degli affari esteri dell’Unione europea, ma stavolta gli Stati membri sono d’accordo su entrambe le questioni principali: vorrebbero mantenere l’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano e a seguito dell’ultima provocazione vogliono inviare un messaggio forte alla Corea del Nord”.