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Chi vive nell'Europa dell'est non vuole più essere considerato consumatore di serie B

A Bratislava si sono riuniti i rappresentanti del gruppo di Visegrad

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Chi vive nell'Europa dell'est non vuole più essere considerato consumatore di serie B

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I cittadini dell’Europa dell’est non vogliono più essere considerati consumatori di serie B.

Il gruppo di Visegrad si è riunito nella capitale slovacca, Bratislava, per stigmatizzare le transnazionali del cibo che vendono prodotti solo apparentemente analoghi a est e a ovest dell’Oder-Neisse o del Danubio. Il premier slovacco Robert Fico: “Il nostro incontro giocherà un grande ruolo nel convincere le multinazionali a cambiare atteggiamento. Ed è già un grosso successo il fatto che questo problema sia diventato una questione europea”

I prodotti dell’industria alimentare di più largo consumo sono apparentemente uguali, ma, ad attento esame, i loro valori nutrizionali sono diversi e soprattutto le materie prime utilizzate non sono della stessa qualità, a seconda del paese in cui sono venduti e in particolare se vengono commercializzati in Stati quali la Slovacchia, l’Ungheria, la Polonia o la Repubblica ceca, invece che in Germania o Austria.

Il primo ministro ungherese VIktor Orban dice:

“La difesa del mercato interno è un obbligo per la Commissione. Se non lo proteggono, lo dobbiamo fare su base nazionale. Aspetteremo ancora un po’. Ma se la Commissione non fa nulla per lanciare un processo legislativo lo faremo noi, dall’Ungheria”

Il gruppo di Visegrad aveva già avvertito le istanze europee nel marzo scorso. Il commento del nostro inviato a Bratislava: “II grupppo di Visegrad vuole vedere protetti i propri consumatori – dice il nostro inviato – La Commissione europea intende intervenire esortando le aziende del settore a sottoscrivere un codice di condotta che scongiuri in futuro il problema del doppio standard qualitativo”