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USA-Turchia: è "guerra" sui visti

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USA-Turchia: è "guerra" sui visti

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È scontro tra gli Stati Uniti e la Turchia dopo l’arresto la scorsa settimana di un impiegato turco del consolato americano a Istanbul, accusato di legami con la presunte rete golpista di Fethullah Gulen accusato di essere la mente del tentativo di colpo di stato in Turchia dello scorso anno. Washington ha annunciato di aver sospeso le richieste di visti di breve periodo dalla Turchia, ovvero quelli per per turismo, affari e studio, non quelli per immigrazione. La prima reazione è stata quella della Borsa di Istanbul dove, all’avvio delle contrattazioni, la lira turca ha fatto registrare pesanti perdite sul dollaro, con un calo di quasi il 2,5%. Subito dopo la risposta di Ankara che ha reso noto che applicherà la stessa misura alle richieste di visti per la Turchia dagli Stati Uniti. I due paesi sono giunti a queste decisioni drastiche come conseguenza di un colloquio telefonico dello scorso sabati tra i rispettivi ministri degli Esteri, Rex Tillerson e Cavusoglu. Le relazioni tra i due Paesi si sono deteriorate dal 17 maggio scorso, quando nove manifestanti sono stati feriti nei pressi della residenza dell’ambasciatore turco a Washington dopo essere stati violentemente respinti dal servizio di sicurezza del presidente turco Erdogan, in visita negli Stati Uniti. Al lavoro le diplomazie dei due Paesi. Il ministro della Giustizia turca Abdulhamit Gul, in una nota ha chiesto agli Stati Uniti di tornare sulla decisione presa sui visti e che l’arresto del funzionario, nodo della questione, verrà trattato dalla magistratura turca.