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Catalogna verso l'ora della verità

Crescono pressione interna e internazionale per evitare la dichiarazione unilaterale d'indipendenza. I Popolari: "Pronti anche ad arrestare Puigdemont"

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Catalogna verso l'ora della verità

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“Pronti a tutto per evitare l’indipendenza”. I Popolari minacciano ora Puigdemont anche di arresto


Tutti gli occhi (e le orecchie) sono puntati sui banchi del parlamentino di Barcellona, che Carles Pudgemont potrebbe martedì invitare a pronunciarsi unilateralmente sull’indipendenza della Catalogna. Uno strappo che i Popolari di Rajoy si dicono ora pronti a scongiurare, anche inviando il presidente catalano in carcere, come accaduto nel 1934 all’indipendentista Companys.


Il discorso del vicesegretario alla Comunicazione dei Popolari, Pablo Casado: “La storia non si ripeterà, Puigdemont potrebbe finire come Companys”, ha detto, in riferimento al presidente della Generalitat catalana, fatto arrestare il 6 ottobre del 1934

La diplomazia del “fermate le macchine”. Cresce il pressing internazionale


Ma le radici della battaglia di cui parlano alcuni sono ancora più lontane. “Ci battiamo da tre secoli – dice una donna -. Non è certo ora che torneremo indietro”. In poppa numeri e vento del referendum, la macchina indipendentista sembra lanciata a tutto vapore. Per tentare un fermate le macchine dell’ultima ora, Berlino e Parigi, hanno lunedì nuovamente ribadito solidarietà a Madrid. Angela Merkel ha parlato al telefono con Mariano Rajoy per rinnovargli sì il suo sostegno, ma anche per spezzare una lancia in favore del dialogo. Più categorica la diplomazia francese, che escluso un riconoscimento della Catalogna in caso di dichiarazione unilaterale di indipendenza.

La soluzione del “bazooka costituzionale” (che i Socialisti si limitano a non commentare)


Rajoy non abbassa intanto la mira dal Palazzo della Generalitat: mentre circondario e fognature vengono ispezionate dagli artificieri, il premier spagnolo continua a brandire il “bazooka costituzionale” di uno scioglimento di forza del governo catalano. Reazione ufficiale dei socialisti è un no comment, ma il leader Pedro Sanchez preannuncia che “appoggerà il rispetto della legge di fronte a qualsiasi tentativo di turbare l’armonia sociale”.