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Onda di proteste anti-Putin finisce in repressione

In decine di città russe l'opposizione è scesa in piazza a sostegno della candidatura alle presidenziali del blogger dissidente Navalny, ora agi arresti; 271 fermi.

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Onda di proteste anti-Putin finisce in repressione

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Un’onda di proteste anti-Putin ha invaso la Russia. Al grido ‘Putin vai in Catalogna’ e ‘Russia libera’, migliaia di oppositori hanno consegnato sarcastici auguri di buon compleanno al presidente russo, che questo sabato ha compiuto 65 anni. A sollecitare le manifestazioni è stato il blogger dissidente Alexey Navalny. Tantissimi i giovanissimi in piazza a Mosca.
“Noi ci battiamo per la Russia, per essere liberi dal ‘Putinismo’, perché il potere che abbiamo ora è feudale: non abbiamo libertà di parola e nessuna libertà di scelta” -dice un giovane manifestante.
Alexey Navalny, non ha potuto partecipare alla protesta dato che lunedì è stato condannato a 20 giorni di carcere amministrativo proprio per manifestazioni non autorizzate, come quelle di questo sabato.
“Navalny ha il diritto di avere la sua carriera politica, sono pronto a sostenere una gran parte delle sue idee, ma costruire un capitale politico portando le persone a proteste non autorizzate, a mio parere non è giusto” – commenta un anziano.
Questo sabato la repressione è stata dura soprattutto a San Pietroburgo dove ci sono stati oltre 60 dei 271 fermi effettuati in 26 diverse città russe, secondo la Ong Ovd-Info.
Il blogger dissidente Navalny vorrebbe candidarsi alle presidenziali di marzo ma le autorità non glielo consentono per i suoi precedenti, legati proprio all’attività politica.