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Nobel per la pace agli attivisti contro le armi nucleari

L'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons si è aggiudicato il prestigioso premio conferito dal Norwegian Nobel Committee

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Nobel per la pace agli attivisti contro le armi nucleari

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l’ICAN, ovvero l’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, vince il premio Nobel per la pace 2017.


L’organizzazione riceve il premio, si legge nelle motivazioni, per il suo lavoro con il quale attira l’attenzione sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi senza precedenti per ottenere un trattato che vieti la proliferazione di tali armi”.

“Viviamo in un mondo in cui il rischio nucleare è maggiore di quanto sia stato mai per molto tempo. Alcuni Stati stanno rinnovando loro arsenali nucleari e c‘è un pericolo reale che altri paesi cerchino di ottenere armi nucleari, come dimostrato dalla Corea del Nord. Le armi nucleari costituiscono una minaccia costante per l’umanità e per tutta la vita sulla terra. Attraverso accordi internazionali vincolanti, la comunità internazionale ha precedentemente adottato i divieti contro le mine terrestri, le munizioni a grappolo e le armi biologiche e chimiche. Le armi nucleari sono ancora più distruttive, ma non sono ancora state oggetto di una simile proibizione giuridica internazionale”.

“Attraverso il suo lavoro, ICAN ha contribuito a colmare questo vuoto giuridico. Un argomento importante nella logica per il divieto di armi nucleari è la sofferenza umana inaccettabile che una guerra nucleare provoca”.

ICAN è una coalizione di organizzazioni non governative fondata nel 2007, raccoglie 406 organizzazioni partner in 101 Paesi. “La coalizione è stata una forza trainante per convincere le nazioni ad impegnarsi a cooperare con tutte le parti interessate nell’azione di stigmatizzare, proibire ed eliminare le armi nucleari. Ad oggi, 108 Stati hanno firmato un simile impegno, noto come Patto Umanitario”.



Prima dell’annuncio, i favoriti della shortlist stilata dal Peace Research Institute di Oslo erano: Mohammad Javad Zarif e Federica Mogherini per l’accordo sul nucleare iraniano; UNHCR – l’agenzia delle Nazioni Unite già due volte vincitrice del premio nella storia – e il suo Alto Commissario, Filippo Grandi; il giornale turco Cumhuriyet and Can Dündar, suo editor; The Economic Community of West African States (ECOWAS) per la transizione democratica in Gambia; i caschi bianchi siriani e il loro leader, Raed al Saleh, per il loro sforzo inesauribile nel salvare vite umane sotto le bombe. Alla vigilia si era parlato anche della possibile vittoria di Papa Francesco, Angela Merkel, della vedova del Nobel per la pace scomparso di recente, Liu Xiaobo, ovvero Liu Xia, e l’American Civil Liberties Union.


Beatrice Fihn, Direttore Esecutivo di Ican, e Daniel Hogsta, coordinatore, celebrano la notizia a Ginevra

“E’ un grande onore aver ricevuto il Nobel per la Pace”, il commento di ICAN affidato a un post sulla pagina Facebook ufficiale. “Il premio è un tributo agli sforzi senza sosta di milioni di persone coinvolte nella campagna e cittadini comuni che, fin dall’alba dell’era atomica, hanno alzato la voce contro le armi nucleari, insistendo sul fatto che non hanno nessuno scopo legittimo e devono per sempre essere bandite dalla faccia della terra”.

“E’ un periodo di grande tensione globale, in cui la retorica orgogliosa ci può spingere, inesorabilmente, verso l’orrore più inspiegabile. Lo spettro della guerra nucleare insiste su di noi, ingombrante, ancora una volta. Se c‘è mai stato un momento per le nazioni di dichiarare la loro contrarietà senza se e senza ma alle armi nucleari, quel momento è adesso”.

Leggi anche: Quando il Nobel per la pace non mette tutti d’accordo. I casi controversi nella storia

Questa la lista dei vincitori negli ultimi anni:

2016 – Juan Manuel Santos (Colômbia)
2015 — National Dialogue Quartet, Tunisia
2014 — Malala Yousafzai (Pakistan) e Kailash Satyarthi (India)
2013 — Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW)
2012 — Unione Europea