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Crisi in Catalogna: quali possibili mediatori?

Secondo gli esperti mancherebbero le condizioni di base per poter iniziare un dialogo a tre

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Crisi in Catalogna: quali possibili mediatori?

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Ha fatto appello alla comunità internazionale e ha bussato alla porta della Commissione europea ma sempre senza successo: la richiesta del presidente catalano Carles Puigdemont per una mediazione tra Madrid e Barcellona finora non ha trovato risposta. Come spiega Antje Herrberg, espera di mediazione, per poter iniziare un dialogo è necessario essere in due. “Se entrambe le parti chiedessero all’Unione europea di fare da mediatore o di supervisionare un processo di mediazione, cio’ naturalmente sarebbe possibile. Ma ammesso sempre che l’Unione europea sia disposta a farlo”.
Tra i possibili mediatori fonti catalane affermano che le nazioni unite hanno già dato la loro disponibilità a svolgere un ruolo. Per la Commissione europea, invece, fare da diretto paciere tra il governo spagnolo e quello catalano risulterebbe difficile in quanto la questione riguarda uno Stato membro. Ciò non escluderebbe tuttavia la possibilità di esercitare pressioni per una mediazione internazionale svolta da altre figure che già in passato hanno condotto importanti negoziati di pace.
“Ad esempio, si potrebbe istituire un collegio per l’armonia nazionale, una sorta di comitato dei saggi, o un dialogo all’interno della società civile, oppure un dialogo nazionale”.
Ma lo scoglio principale è superare le reticenze di Madrid ad accettare un intervento esterno. Peccato pero’ che gli stessi partiti politici spagnoli facciano fatica a trovare un accordo sulla strategia da attuare per risolvere la crisi.