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Barcellona al risveglio, in attesa della protesta

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Barcellona al risveglio, in attesa della protesta

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È una mattina come tante altre a Barcellona, con qualche elemento di tensione in più: per protesta contro le violenze della polizia nella giornata del contestato voto referendario, una piattaforma sindacale, politica e anche sportiva ha proclamato una giornata di sciopero.

In mattinata, la polizia controllava ogni pertugio, anche perché a Barcellona è ancora alta l’allerta attentati.

Un’agitazione cui non aderiscono tutti i sindacati e che non si sa quale appoggio possa avere nelle prossime ore, soprattutto da parte dei commercianti che hanno tutto da perdere da un fermo delle attività.

Si fermano anche la Sagrada Familia, per una prima volta storica, e i calciatori: l’adesione allo sciopero è stata confermata ieri sera dal portavoce della società catalana: per protesta contro le violenze inaccettabili, ha detto, la squadra oggi non si allenerà.

Chi si è allenato ieri, tra i fischi di alcuni tifosi, è Gerard Piqué, difensore della nazionale che s’era detto fiero di essere catalano, e pronto a lasciare la nazionale se la sua presenza avesse dato fastidio. Domenica il suo commento in lacrime dopo la partita a porte chiuse del Barcellona contro il Las Palmas aveva commosso molti, e ne aveva irritati altrettanti.