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Papa ai migranti: "siete lottatori di speranza"

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Papa ai migranti: "siete lottatori di speranza"

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Al polso il braccialetto giallo, quello che indossano tutti i rifugiati al centro di accoglienza di Bologna. Così Papa Francesco si è presentato all’hub di Via mattei, una delle tappe del fitto programma del Pontefice nella città romagnola. Accolto da drappi, sorrisi e selfie, Bergoglio ha esortato i migranti ad aprirsi alla cultura di questa città e a non aver paura.

“Molti non vi conoscono e hanno paura. Questa li fa sentire in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza credendo anche di vedere bene. Ma non è così». Papa Francesco ha descritto poi gli atteggiamenti xenofobi ai quali si assiste nell’Italia di oggi. “Si vede bene – ha spiegato – solo con la vicinanza che dà la misericordia. Senza questa, l’altro resta un estraneo, addirittura un nemico, e non può diventare il mio prossimo. Da lontano possiamo dire e pensare qualsiasi cosa, come facilmente accade quando si scrivono frasi terribili e insulti via internet. Se guardiamo il prossimo senza misericordia, non ci rendiamo conto della sua sofferenza, dei suoi problemi. Se guardiamo il prossino senza misericordia Dio anche ci guarderà senza misericordia.”


Dopo l’abbraccio con i migranti, il Santo Padre si è recato in Piazza Maggiore per l’incontro con il mondo del lavoro ma anche con i disoccupati, le autorità, e la gente che è venuta ad ascoltarlo in piazza. Infine il prano con i poveri e un appello a non perdere mai fede e speranza.

Prima dell’arrivo di Francesco a Bologna, Gianni Morandi ha intrattenuto la folla in attesa in Piazza Maggiore. Il cantante, imbracciando la chitarra acustica, ha cantato Piazza Grande (che è poi la stessa piazza Maggiore) di Lucio Dalla prima sul sagrato e poi camminando lungo il Crescentone, come è chiamato tradizionalmente il selciato centrale. “È un momento meraviglioso per la città e per tutti noi – ha detto Morandi – Sono grato per essere qui in mezzo agli altri bolognesi.” E proprio Da questa piazza – ha detto Bergoglio, dopo aver parlato della corruzione come tarlo e del politico che a volte è martire – vi invito a considerare la nobiltà dell’agire politico in nome e a favore del popolo, che si riconosce in una storia e in valori condivisi e chiede tranquillità di vita e sviluppo ordinato. Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale.