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Francia: meta prediletta dei lavoratori distaccati?

Si chiamano lavoratori distaccati.

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Francia: meta prediletta dei lavoratori distaccati?

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Si chiamano lavoratori distaccati. Sono quelle persone che, assunte nel Paese di origine, vanno a lavorare in un altro Stato dell’Unione. Ora il presidente francese Emmanuel Macron si é scagliato contro di loro. Perché? Il fatto é che il lavoratore distaccato vede pagati i contributi nel Paese di origine secondo le regole locali e non nello Stato in cui lavora. Quindi costa meno alle imprese e genera una concorrenza scorretta tra i lavoratori locali e quelli distaccati.

Ci troviamo nei vigneti di Touraine, nel cuore della Francia, nel bel mezzo del periodo della raccolta, una tradizione dal gusto europeo. Mladen, arriva dalla Bulgaria, ma vive qui da diversi anni con la moglie e la figlia. Dopo le tre settimane di raccolta, resteranno per altri lavori di viticoltura. Ci spiega che nel suo Paese ci sono pochi soldi. in Francia si vive meglio. “Qui lavoriamo, guadagnado un po’ e dopo possiamo tornare in Bulgaria per far studiare i nostri figli.”

Questa famiglia è tra i 12 lavoratori reclutati da Jacky Blot, tramite un’agenzia bulgara di lavoro interinale, per integrare e completare il suo team durante la vendemmia. Un centinaio in tutto i lavoratori impiegati in questo periodo. Una soluzione essenziale, ci spiega il nostro viticoltore, per conservare una tradizione di raccolta manuale e garantire la qualità dei suoi vini. “Abbiamo 1000 contenitori di vino qui, ci sono 300.000 bottiglie all’esterno. 2 giorni prima potrebbe essere troppo presto, o due giorni dopo potrebbe essere troppo tardi, è necessario tagliare uva quando è matura al punto giusto.La difficoltà maggiore è riuscire ad avere abbastanza raccoglitori per poter contenere tutto al momento giusto. Il nostro è un lavoro difficile, un lavoro duro, molto complicato. Ci rendiamo conto che ogni anno ci sono sempre più difficoltà a formare le squadre di lavoro solo con personale locale. Quindi bisogna guardare al di fuori del paese, lontano”, ci spiega Jacky Blot.

L’impiego dei lavoratori distaccati è limitato dal costo, superiore a quello dei lavoratori francesi. “Pago all’ora all’agenzia interinale 18 euro, quando il salario francese per la vendemmia è un po’ meno di 13 euro, se includo i costi della sicurezza sociale. In pratica è un extra di 40 euro al giorno per la raccolta di uva. Per 12 lavoratori bulgari pago più di 500 euro. Ci sono svantaggi ma anche vantaggi, come la sicurezza del lavoro”, prosegue Jacky Blot.

Stesso stipendio, meno contributi

Anche quest’ultimo viticoltore ha utilizzato in passato i servizi di un’agenzia bulgara interinale. Ma ora non lo fa più. Oltre a un gruppo di persone che vengono impiegate per il lavoro stagionale, lui ha preferito reclutare in modo permanentemente due bulgari. Era arrivato in questa tenuta come lavoratore distaccato, ora Anatoli Todorov è qui fisso da 7 anni. Guadagno 1200 euro al mese, 6 volte di più che in Bulgaria.

Una differenza di non poco conto anche per il suo datore di lavoro. Il nostro viticoltore vuole avere del personale fidato, per garantire la sostenibilità della sua piccola azienda agricola. E non vuole avere a che fare con intermediari. Nicolas Brunet, viticoltore, ci racconta che nel sistema dei lavoratori distaccati, la persona che stipula i contratti prende una commissione, la persona che organizza i pasti prende una commissione. “Funziona così anche per chi organizza vitto e alloggio, e non sempre è una sistemazione dignitosa. Parte delle loro retribuzioni servono per finanziare la sicurezza sociale e i regimi di assicurazione contro la disoccupazione in Bulgaria o in Romania. Si tratta di un sistema moderno che mi lascia molto perplesso, non mi piace, voglio che i miei lavoratori siano sotto la legislazione francese e che le cose siano chiare a loro e a me.”

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A pochi km di distanza dal vigneto, abbiamo appuntamento con il sindaco di Saint Martin le Beau. Angelique Delahaye, gestisce una grande azienda nel settore del giardinaggio. Usa regolarmente i lavoratori distaccati, non trovando personale locale. “Si dovrebbe dire chiaramente che i lavoratori distaccati, e provenienti principalmente dai paesi dell’est, sono persone provenienti da aree rurali e che hanno ancora queste abitudini lavorative, sono più inclini ad accettare questo tipo di impiego. Ritengo che il vero problema sia la mancanza di controlli negli Stati membri dell’UE. Non mi riferisco né alla Commissione, né al Parlamento, ciascuno Stato membro dovrebbe organizzare i controlli sulle direttive delle proprie leggi. Quindi se in Francia ci sono persone che frodano, devono essere sanzionati, dopo una serie di controlli. È così semplice”, fa notare il sindaco.

Incontriamo alcuni stagionali che lavorano regolarmente per l’azienda. Uno di loro non vuole essere ripreso. Ha avuto un rapporto difficile in passato con un’agenzia interinale bulgara. “C’era un problema con lo stipendio, le ore, i contratti, la sicurezza sociale. Sono già andato all’ispettorato del lavoro. In 8 mesi mi sono stati pagati solo 3 mesi per la sicurezza sociale, la malattia; in pratica ho lavorato in nero per 5 mesi.”

Incontriamo Anatoli e la sua famiglia nell’alloggio che il suo dal datore di lavoro gli affitta. Sono diversi le irregolarità legate al lavoro da distaccati. Ma lui non vuole avere niente a che fare con tutto questo. Il suo obiettivo è trovare un lavoro fisso anche per la moglie Petya, disoccupata dopo molti contratti temporanei. Il loro sogno: acquistare una casa per tutta la famiglia. “Mio figlio aveva due anni e mezzo quando mi sono trasferito in Francia per lavoro. Quando sono tornato in Bulgaria mi ha detto che voleva un altro papà perché non mi conosceva. Ora è cresciuto, ha 8 anni, è rimasto in Bulgaria. La cosa più importante, per me, è avere una casa tutta nostra, io con la mia famiglia, conclude Anatoli.