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Morto Mr. Fake News, Horner. Bufale.net: "Sarà la pigrizia a fregarci"

Intervista con il cofondatore di Bufale.net sulle fake news in Italia all'indomani della morte di Paul Horner

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Morto Mr. Fake News, Horner. Bufale.net: "Sarà la pigrizia a fregarci"

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Con la morte di Paul Horner, uno dei più noti bugiardi di internet, si ripresenta il dibattito sulle fake news, non solo un pericolo per la democrazia, ma anche un buon affare per alcuni. Abbiamo chiesto a Fabio Milella, uno dei due fondatori di bufale.net, uno dei siti di riferimento in Italia per smascherare questi personaggi, chi era Horner e qual è lo stato dell’arte in Italia.

Colui che è stato definito “il Re delle bufale”, Paul Horner, è stato trovato morto nel letto di casa sua in Arizona. Secondo Mark Casey, portavoce dell’Ufficio dello Sceriffo della Contea di Maricopa, la morte risalirebbe allo scorso 18 settembre. Dall’autopsia non sono emersi segni che facciano pensare ad un delitto, ma le cause del decesso non sono state ancora rese note.

Si aspettano i risultati degli esami tossicologici per escludere qualunque pista legata all’attivita’ di Horner sul web. E se il fratello, JJ Horner, ha detto che Paul è morto “pacificamente nel sonno”, l’ufficio dello sceriffo sottolinea invece come l’uomo avesse precedenti per abuso di farmaci. E “le prove raccolte sul luogo suggerirebbero che si possa trattare di un’overdose accidentale”. Ma su questo si sta ancora indagando, per verificare che non ci siano trame oscure da svelare.

Il nome di Horner e’ finito sotto i riflettori per le notizie false a cui tanti media (e politici) hanno creduto. Fake news veicolate anche sui social e che sono diventate virali. Tanto da fargli guadagnare il soprannome di ‘Mr. Fake News’.

Tra le più conosciute quella secondo cui l’ex presidente Barack Obama fosse gay e musulmano radicale, oppure quella sui manifestanti pagati per protestare contro Donald Trump, ripresa su Twitter persino da Corey Lewandowski, ex capo della campagna elettorale del tycoon. La notorietà di Horner è cresciuta proprio durante le presidenziali del 2016, tanto che in un’intervista al Washington Post del 17 novembre scorso, si era detto convinto che Trump fosse stato eletto presidente proprio grazie a lui. “C’era un grande genio dietro tanto lavoro, che spingeva idee che la gente pensava o voleva credere fossero vere”, ha detto il fratello di Honer. JJ ha spiegato che lui e Paul sono cresciuti in Minnesota e si sono trasferiti in Arizona da adolescenti. Sin da quando era molto giovane “il re delle fake news” si era interessato alla politica e disegnava cartoni animati sul tema. E sebbene fosse stato ‘catalogato’ come un sostenitore di Trump, in realtà non lo era affatto. “Penso volesse solo che le persone pensassero a se stesse e fossero credibili per le loro azioni – ha detto JJ Horner – Leggi di più, impegnati di più, invece di condividere post a occhi chiusi”.