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Ceta: le preoccupazioni dei consumatori

Entra in vigore il trattato commerciale Ue-Canada. Timori per gli standard delle carni e di altri prodotti

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Ceta: le preoccupazioni dei consumatori

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Quanto sarà sano il cibo che finirà nel nostro piatto, ora che è entrato in vigore, in via provvisoria, il trattato di libero scambio fra Unione europea e Canada? È una delle preoccupazioni che agitano ambientalisti e consumatori riguardo il controverso Ceta, che potrebbe, secondo Saskia Richartz di Greenpeace, aprire la porta ad esempio a carni trattate con ormoni o di animali clonati: “Il Canada non ha un sistema di tracciablità che consentirà all’Europa di controllare quello che entra – spiega Richartz -. In Europa si possono fare solo controlli a campione, e già oggi vediamo che le partite sono talvolta contaminate da ogm, per esempio, e devono essere rimandate indietro. Ora il Ceta fornisce gli strumenti per un’ulteriore deregolamentazione. È un attacco alle regole dell’Unione europea”.

Per i sostenitori del trattato non c‘è nulla da temere. Jean-Luc Mériaux, segretario generale dell’Unione europea del commercio di bestiame e dei mestieri della carne (Uecbv), sostiene che il Ceta prevede la protezione della salute dei consumatori:“O il paese d’origine ha una legislazione comparabile a quella dell’Unione europea, fra cui un divieto totale dell’utilizzo di ormoni, o non ha la stessa legislazione, ma deve regolamentare il settore dell’allevamento in modo che risponda alle esigenze comunitarie”.

Prima di entrare pienamente in vigore, il Ceta dovrà essere approvato dai parlamenti nazionali e, in alcuni casi, regionali dei paesi dell’Unione. Gli uni lo vedono come un’opportunità per i produttori, altri come un pericoloso cavallo di Troia.