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Conciliare industria dell'auto e ambiente: Germania al bivio

La politica dei trasporti, lo scandalo diesel e gli interessi dell’industria dell’auto sono stati al centro di un acceso dibattuto nel corso della campagna…

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Conciliare industria dell'auto e ambiente: Germania al bivio

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La politica dei trasporti, lo scandalo diesel e gli interessi dell’industria dell’auto sono stati al centro di un acceso dibattuto nel corso della campagna elettorale.

Siamo andati a Stoccarda per incontrare Manfred Niess, uno dei volti più noti del movimento anti-diesel. Niess è un ex insegnante che vive nella zona di Neckartor, vicino ad una delle strade più trafficate ed inquinate del paese. Niess e i suoi vicini di casa protestano da tempo contro l’inquinamento dell’aria nel loro quartiere.

Nel 2005 ha avviato un’azione legale a causa dell’alto livello di particolato nell’aria, seguita nel 2010 da un’altra azione legale, questa volta per i livelli di ossido di azoto generati dai motori diesel.

“Qui a Stoccarda, ma anche in altre città, la popolazione è avvelenata dall’inquinamento dell’aria – dice Niess -. Vorrei che la gente vivesse in un ambiente sicuro. Gli abitanti di Stoccarda perdono da due a nove anni di vita solo per il fatto di vivere in questa città. Chi comanda veramente in questa regione è l’industria automobilistica. Il governo si è ridotto ad essere un semplice servo di quest’industria”.

Germany Air pollution

Secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente ogni anno in Germania muoiono 10mila persone a causa degli ossidi di azoto generati dai motori diesel. Erik Sturm è un artista che,ispirato dai lavori di Joseph Beuys, Marcel Duchamp e Jeff Wall, ha deciso di rendere visibile l’invisibile, utilizzando le polveri generate dalle auto per le sue opere.

“Qui – dice Sturm – ho scoperto un materiale che chiamo ‘nero di Neckartor’. E’ una polvere molto sottile e a Neckartor ce ne sono grossi depositi, è un materiale che impregna ogni cosa. Ne ho raccolto un po’ e ho deciso di trasformarlo in un’opera d’arte”.

Riassumiamo brevemente le posizioni dei principali partiti sull’industria dell’auto: i verdi puntano ad abolire i motori a combustione entro il 2030; meno netta la posizione dei Socialdemocratici: Martin Schulz è favorevole all’introduzione di una quota obbligatoria di auto elettriche in Europa; per i conservatori della cancelliera Angela Merkel i motori a combustione resteranno sulla scena ancora per alcuni decenni.

E’ curios che tra gli ammiratori delle opere di Erik ci sia il professor Achim Dittler, che ha lavorato per anni allo sviluppo di sistemi di trattamento dei gas di scarico per una delle principali case automobilistiche tedesche. Oggi insegna in un istituto tecnico. A suo parere, il diesel è stato demonizzato da politici e media mal informati, mentre le auto elettriche sono sopravvalutate. Per Dittler il motore a combustione sopravviverà grazie ai combustibili sintetici e anche il diesel avrà un futuro con lo sviluppo di motori meno inquinanti.

“Oggi – dice Dittler – nell’aria non ci sono più piombo e anidride solforosa. Queste materie inquinanti e tossiche sono sparite. Non capisco il motivo di tutte queste discussioni: sono stati fatti dei grandi passi avanti. E poi anche con il passaggio alle auto elettriche avremmo comunque le particelle prodotte dagli pneumatici e dai freni. Sia le macchine elettriche che il diesel sprigionano nell’aria particelle inquinanti”.

Jan Lutz è un imprenditore attivo nel sociale e ha sviluppato un sensore per misurare il livello di inquinamento dell’aria, pubblicando sul web il manuale per costruirne uno identico a casa. Grazie al suo lavoro Stoccarda sarà coperta da una rete in grado di fornire dati sulla qualità dell’aria in tempo reale. ll suo messaggio è chiaro: fare tutto il possibile per salvaguardare il clima prima che sia troppo tardi.

“La finestra di tempo per adottare soluzioni ordinarie sta per chiudersi – spiega Lutz -. E’ arrivato il momento di compiere un gigantesco passo avanti: abbiamo bisogno di una città senza automobili. Cambianti reali sono possibili per quanto riguarda gli spostamenti a breve termine. Nelle città del futuro ci spostermo a piedi o in bicicletta”.