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L'intervista: "Il Venezuela in mano al narcotraffico"

Il chavismo trascinato di fronte al tribunale dell'Aja, mentre milioni di cittadini italiani soffrono

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L'intervista: "Il Venezuela in mano al narcotraffico"

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L’opposizione politica venezuelana segna il passo e laddove non arrivano i partiti tradizionali provano ad arrivare i cittadini comuni. Il 22 settembre verranno presentate all’Aja decine di migliaia di firme per chiedere al Tribunale penale internazionale di aprire un dossier sulle violazioni compiute dal chavismo. Abbiamo raggiunto a Bruxelles Patricia Betancourt, uno dei dirigenti di #venezuelasomostodos che spiega che cosa sperano di ottenere queste persone con tale iniziativa.

Patricia Betancourt, #venezuelasomostodos
“Quello che chiediamo è che l’Aja inizi prima possibile ad indagare sui casi a partire dal 2014 in cui si accusa il governo di crimini di lesa umanità e tortura sistematica. Queste indagini non si sono aperte, non può passare un solo giorno in più. La gente in Venezuela sta morendo, si uccidono cittadini comuni, c‘è terrorismo di stato, c‘è tortura”.

Euronews
“Ma chi sono i chavisti secondo Patricia Betancourt?”

Patricia Betancourt
“Lo chiamano socialismo del 21esimo secolo o chavismo, ma in realtà chi è al governo sono dei delinquenti. Sono delinquenti che fanno parte di una rete internazionale del crimine. Il problema in Venezuela non è la destra, la sinistra o l’ideologia. Il problema è che al potere abbiamo dei delinquenti, dei narcotrafficanti riconosciuti nel mondo intero e che non stanno governando. Stanno saccheggiando il paese”.

Euronews
“Cosa si aspettano i venezuelani dall’Europa e cosa si attendono da Roma, Madrid o Lisbona?”

Patricia Betancourt
“Aspettiamo da molto tempo azioni concrete. Ci sono state tante risoluzioni, molte buone intenzioni a parole, ma qui bisogna ricordare che ci sono milioni di italiani, di spagnoli e portoghesi in Venezuela. Cittadini con diritto alla nazionalità. Questo fa del Venezuela una regione periferica dell’Europa. Il Venezuela è l’unico paese dove ci sono così tanti cittadini europei. Ci sono prigionieri politici con nazionalità europea. Noi non capiamo, davvero non capiamo, perché le azioni non siano state più dure. Abbiamo parlato con il governo portoghese, con quello spagnolo, con quello italiano, sono d’accordo sul fatto che quello che sta accadendo laggiù è inammissibile. Quindi non capiamo che cos’altro deve succedere. Non chiediamo molto, ma almeno si preoccupino dei loro cittadini che stanno venendo torturati nelle prigioni del governo venezuelano. Cos’altro deve accadere?”

Euronews
“Partiti come cinquestelle o podemos considerano un intervento in Venezuela come un’ingerenza. Cosa risponde Patricia Betancourt?”

Patricia Betancourt
“A movimenti come i Cinquestelle o Podemos l’unica cosa che dico è che i diritti umani non hanno ideologia, non possono essere sottomessi a interessi di partito, i diritti umani stanno sopra qualsiasi ideologia. Quelli di Podemos, che sono gente di sinistra, hanno difeso all’Aja e davanti ad altre istituzioni nel mondo, i propri compagni quando questi hanno sofferto persecuzioni e torture. Il fatto che pensino che quella venezuelana sia una dittatura, ma di sinistra, non dà loro diritto a non difendere i diritti umani. E un’altra cosa: il tempo, la storia, giudicherà come ha sempre fatto, chi è stato dal lato sbagliato e qui l’unico lato corretto è quello della difesa dei diritti umani”.