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Disuguaglianze, immigrazione, povertà: le sfide sociali del prossimo governo tedesco

Le sfide del nuovo governo tedesco: combattere la povertà, integrare gli immigrati e aiutare le donne lavoratrici

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Disuguaglianze, immigrazione, povertà: le sfide sociali del prossimo governo tedesco

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Tutte le sfide del nuovo governo tedesco

In questa edizione di Global Conversation siamo in Germania, dove tra poco si vota per le elezioni del Bundestag. L’economia prospera, il tasso di disoccupazione è il secondo più basso dell’UE. Tuttavia, occorre intervenire quando, anche in un paese ricco come questo, si allarga sempre di più il divario tra i ricchi e i poveri. C‘è ancora grande disparità tra uomini e donne per quanto riguarda il mercato del lavoro, e poi c‘è la necessità di integrare centinaia di migliaia di immigrati. La nostra giornalista Andrea Büring ha sentito tre esperti: Jagoda Marinić, Clemens Fuest e Jutta Allmendinger.

Immigrazione e integrazione, un fenomeno da sfruttare

Angela Merkel nel 2015 ha aperto le porte a circa 1 milione di rifugiati. Una decisione, quella della Cancelliera, che fu apprezzata ma anche molto criticata. Ora ci si chiede se quella scelta, sia stata giusta o sbagliata. In questa intervista con la scrittrice e attivista Jagoda Marinić ad Heidelberg parleremo di immigrazione e integrazione, le sfide principali che la Germania sta affrontando.

Jagoda Marinić, è nata nel sud della Germania, i suoi genitori erano immigrati croati. Al momento dirige la sezione interculturale dell’International Welcome Center di Heidelberg. Nel 2016 nessun altro Stato membro dell’UE ha accolti così tanti profughi come la Germania. Quali sfide dovrà affrontare il nuovo governo di Berlino? Per Jagoda Marinić Angela Merkel, ancora adesso, difende la sua decisione sui profughi, lo ha fatto anche durante la campagna elettorale. La Germania si è comportata in modo esemplare e il futuro governo non dovrà perdere questo spirito ma tenerlo stretto anche in futuro. La CDU era abbastanza favorevole ad aprire le porte ai migranti, l’economia aveva bisogno di loro. Ha permesso a 16 milioni di persone di rimanere. Ma milioni di loro sono tornati nei loro paesi d’origine, perché non riuscivano a vivere qui, volevano guadagnare un po’ di soldi per poi tornare a casa. Questo perché queste persone restano straniere, gli stranieri vengono tollerati ma si sono mai sentiti davvero cittadini tedeschi. La priorità ora é superare la paura dell’alienazione, e lasciarsi alle spalle i pregiudizi. La Germania ha bisogno di lavoratori qualificati, e molti sono stranieri. La gente deve capire che c‘è differenza tra l’immigrazione degli ultimi decenni e la politica d’asilo che richiede una soluzione.

Cresce il divario tra ricchi e poveri

La Germania è leader nel settore dell’esportazione. L’economia è stabile e continuerà ad esserlo, almeno secondo l’Ufficio Statistico Federale. Allo stesso tempo però aumentano disparità e povertà. Ne abbiamo parlato con il Presidente dell’Istituto di Ricerca Economica di Monaco, Clemens Fuest, l’economista più influente della Germania. Nel Paese ci sono solo 2 milioni e mezzo di disoccupati, un buon dato rispetto a tutti gli altri Stati membri dell’UE. E’ la conseguenza di una ridistribuzione che ha portato a più posti di lavoro ma a basso reddito? Fuest ci spiega che ci sono milioni di posti di lavoro a tempo pieno tra i nuovi posti creati, non c‘è solo il lavoro precario. Il numero dei disoccupati è la metà. Certo, chi era senza lavoro e l’ha trovato non ha un salario molto alto. Ma quello che la Germania è riuscita a fare è da considerare un successo. Prima di pensare all’aumento del salario, si dovrebbe pensare ad entrare nel mercato del lavoro. Le riforme Hartz del mercato hanno invogliato i disoccupati a cercare un impiego. E’ dimostrato che le persone che lavorano sono più felici e più sane delle persone senza lavoro. Senza le riforme ci sarebbero 5 milioni di persone in più senza un posto di lavoro. Per migliorare la situazione il nuovo governo dovrà puntare sul settore dell’istruzione. Chi ha una buona formazione scolastica ha anche maggiore possibilità di poter avanzare sulla scala sociale. Secondo l’economista il prossimo governo tedesco non avrà un solo grosso problema, ma alcuni problemi. In primo luogo, l’Europa e il futuro dell’Unione monetaria europea, perché la situazione non è stabile. Senza contare i cambiamenti demografici durante il prossimo decennio.

Maggiori politiche a favore della famiglia

Mentre l’economia tedesca prospera, quello che sorprende ancora di più, di questo paese ricco e altamente sviluppato, è la diseguaglianza sul posto di lavoro tra donne e uomini. Secondo uno studio dell’OCSE gli uomini guadagnano molto di più rispetto al gentil sesso. Ne abbiamo parlato con Jutta Allmendinger, Presidente del Centro di Scienze Sociali “WZB” di Berlino.

Ci si chiede se nell’Europa meridionale le donne tedesche siano considerate più emancipate. È vero o no? Secondo la Dott.essa Jutta Allmendinger questo è ciò che la gente del sud dell’Europa pensa. E’ vero la Germania, sotto molti punti di vista, è molto emancipata ma quando si tratta di fattori come crescere i bambini, prendersi cura dei genitori, stipendi e posizioni di carriera per le donne, il paese non è così all’avanguardia. Senza contare che, nel mercato del lavoro, le donne sono svantaggiate. Percepiscono salari minori rispetto ai colleghi uomini, faticano il triplo per ottenere posizioni di potere, e se fanno figli rischiano di non riuscire più a reinserirsi nel mercato. Sono pochissime le aziende che promuovano la carriera in rosa e le condizioni di lavoro familiare. Ecco perché serve una buona politica familiare, che è anche una buona politica delle donne, dell’educazione, una buona politica sociale e una buona politica del mercato del lavoro La Germania deve pensare a creare un Ministero per le questioni femminili.

Nell’agenda del prossimo governo ci sono molti temi da affrontare: un mercato di lavoro più favorevole alla famiglia, una migliore integrazione dei rifugiati e delle classi povere.

Si rigranzia per la gentile collaborazione la società BWSG di Berlino.