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Referendum per l'indipendenza della Catalogna: tensione alle stelle con Madrid

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Referendum per l'indipendenza della Catalogna: tensione alle stelle con Madrid

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A 15 giorni dal referendum sull’indipendenza della Catalogna, indetto per il primo ottobre, la tensione tra Barcellona e Madrid arriva alle stelle. Il governo centrale, che definisce illegale la consultazione, non lascerà nulla di intentato per scongiurarla: neanche la sospensione dell’autonomia catalana, prevista dall’articolo 155 della costituzione.
Mariano Rajoy, Presidente del Governo spagnolo, ha dichiarato: “Non c‘è alcuno stato al mondo che accetterebbe qualcosa di simile a quello che ci stanno proponendo. E’ semplicemente impossibile, noi glielo abbiamo etto: state facendo un errore e ci costringete a fare quello che non vogliamo. Il referendum non ci sarà”

Se la Catalogna non dovesse tornare sui suoi passi e riprendere l’invio del resoconto finanziario settimanale alla capitale Madrid, il governo pagherà direttamente i dipendenti pubblici nella regione bypassando le autorità regionali. Il ministro delle Finanze Cristobal MOntoro, in conferenza stampa, ha detto che “Il governo ha stabilito un meccanismo di controllo dei finanziamenti, un sistema nuovo ma assolutamente necessario a garantire i servizi pubblici fondamentali per i catalani e ad assicurare – ha aggiunto – che nessuno nella regione o nel resto della Spagna sia danneggiato dalle azioni dei leader politici indipendentisti”.

Madrid intende impedire che anche un solo euro delle risorse centrali venga utilizzato per finanziare il referendum e ha dato a Barcellona 48 ore di tempo per adeguarsi. Intanto, in una lettera inviata a re Felipe e allo stesso Rajoy, il presidente catalano Puigdemont ha chiesto l’avvio di un dialogo aperto e senza condizioni. MA il clima sembra tutt’altro. Venerdi a Vittoria la polizia ha impedito una riunione dei comitati referendari indipendentisti