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Serbia, proteste contro i rifugiati a scuola

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Serbia, proteste contro i rifugiati a scuola

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Centinaia di genitori hanno protestato a Sid, città della Serbia al confine con la Croazia, contro l’inclusione di bambini rifugiati nella scuola dei loro figli. Secondo le famiglie la presenza dei nuovi arrivati metterebbe a rischio i progressi scolastici e la salute dei bambini. I genitori minacciano di non mandare a scuola i figli se alle lezioni parteciperanno i migranti.

Preoccupazioni ingiustificate secondo Ivan Miskovic, del commissariato serbo per i rifugiati. “Dovremmo tutti cercare di aiutarli a superare il loro trauma, a integrarli nella normale vita scolastica. Siamo consapevoli del fatto che la maggior parte di questi bambini sono qui di passaggio, ma dovrebbero andare a scuola anche se per pochi mesi. E’ molto importante per loro unirsi ai nostri bambini nelle scuole. E’ anche una buona opportunità per i nostri bambini di avere l’esperienza delle differenze culturali”, ha spiegato Miskovic. A settembre, in 27 scuole serbe sono arrivati anche 252 rifugiati. Con l’eccezione di Sid, l’accoglienza di genitori e allievi nel resto del Paese è stata buona.“Si, mi piace andare a scuola, perchè qui posso imparare nuove cose”, spiega un ragazzo afgano.

Migliaia di persone, provenienti soprattutto dall’Afghanistan e dall’Iraq, sono rimasti bloccati in Serbia dopo che Ungheria, Croazia e altri Paesi della rotta balcanica hanno chiuso le loro frontiere ai migranti. Secondo i dati dell’Onu metà dei 4200 rifugiati sono minori. A scuola verrà loro insegnato anche il serbo.