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Polonia contraria a un'Europa a più velocità

Europa a più velocità: sì o no Doppia velocità sì, doppia velocità no.

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Polonia contraria a un'Europa a più velocità

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Europa a più velocità: sì o no

Doppia velocità sì, doppia velocità no. E’ questo il punto su cui si sta spaccando l’Europa. E che sta creando dubbi e forti perplessità specie nei paesi della parte orientale dell’UE. Un progetto che non convince del tutto. La frattura tra la Nuova e la Vecchia Europa, la crisi dei migranti, il lavoro e la disoccupazione, sono stati uno degli argomenti all’ordine del giorno del Forum Economico che si è tenuto all’inizio di settembre a Krynica, nel sud della Polonia. Un vertice che ha visto riuniti molti leader politici dell’Europa centrale.

L’Europa a due velocità trova il muro del blocco dell’Est

Il presidente del Senato polacco, Stanislaw Karczewski, a Euronews, ha dichiarato di credere in un’Unione riformata, dove possono coesistere solidarietà e la sovranità nazionale: “La Polonia è pronta ad avviare in qualsiasi momento la discussione sul futuro dell’Unione europea. Questa è la nostra posizione, condivisa da molti altri paesi dell’Europa centrale e orientale, non solo dagli attuali membri dell’UE, ma anche da paesi che aspirano a diventarlo, quindi sosteniamo il concetto di un’Europa composto da stati che mostrano solidarietà e collaborazione ma allo stesso tempo vogliono essere anche stati sovrani.”

L’economia della Polonia è cresciuta con l’adesione all’UE. Il Paese ha attuato riforme non facili negli anni ’90 con enormi costi sociali. Ora desidera svolgere un ruolo importante, a livello politico, tra i leader dell’Unione europea. Ma non è semplice. Dal 2004, in poi, il Paese ha cercato di migliorare la sua posizione politica nell’Unione, tra mille difficoltà. Francia e Germania non hanno mai nascosto una certa riluttanza a condividere la leadership dell’UE con Varsavia. Principalmente per due motivi: economicamente non ha un grande peso, e ha sempre faticato a voler cedere parte della sua sovranità all’UE.

“C’era un folto gruppo di persone che non ha beneficiato di questa trasformazione, una sorta di sinistra della periferia. È importante rendersi conto che il PIL della Polonia oggi è simile al PIL della Grecia, il che significa che abbiamo ancora molto da fare; è una sfida enorme che la Polonia dovrebbe e vorrebbe affrontare, paragonabile a quella affrontata dalla vecchia Europa e dall’Europa Occidentale”, ci spiega Agnieszka Markiewicz dell’American Jewish Committee.

Perché la Polonia è contraria

Da sottolineare anche il fatto che Varsavia è in disaccordo con l’esecutivo dell’UE che ha accusato il governo polacco di non rispettare le norme democratiche, cercando di prendere il controllo della magistratura. L’atteggiamento duro da parte di Bruxelles non è stato accolto molto bene da diversi polacchi, inclusi i sostenitori dell’Europa che chiedono a Juncker di abbassare i toni e cambiare pensiero. Joanna Snieg, studentessa presso l’Università Jagellonica sottolinea che il Presidente della Commissione Europea dovrebbe comportarsi in modo meno arrogante e più educato. “Deve smettere di parlare degli altri politici in Europa additandoli come dittatori e insultandoli. A volte sono d’accordo con lui, assolutamente, ma non dovrebbe parlare pubblicamente di cose simili.”

Il Paese sta attraversando un periodo non semplice, una parte della società polacca è preoccupata che la posizione di Varsavia nell’UE possa essere ridimensionata dal fronte comune di alcuni paesi della zona euro. Dal canto suo la Polonia respinge apertamente la cosiddetta Unione europea “a due velocità”, un’idea sostenuta invece da alcuni Stati membri dell’UE. Per il presidente polacco Andrezj Duda l’Europa deve restare un’Unione di nazioni “libere” e uguali. Altrimenti si rischia la disintegrazione.