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Il Dragone cinese ha paura della Chiesa cattolica

Le realpolitik di Papa Bergoglio nella difficile situazione dei cattolici in Cina

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Il Dragone cinese ha paura della Chiesa cattolica

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Certifica il dato di una chiesa martire in Cina il dossier appena pubblicato dalla Libreria Edizioni Vaticane e firmato da Gianni Cardinale, molto noto ai lettori di “Avvenire” e “Limes”.

Sotto il titolo “Vescovi nella Terra di Confucio” si passa in rassegna l’elenco dei sacerdoti e dei vescovi torchiati in anni o decenni di prigione, di lavori forzati, di campi di rieducazione, di arresti domiciliari, costantemente sorvegliati dai poliziotti. Un catalogo di biografie, compilate dalla segreteria di Stato, che contempla anche la scomparsa dal 2004 ad oggi di ben 75 vescovi, morti alcuni di vecchiaia ma tanti per colpa delle conseguenze di una vita particolarmente travagliata.

L’agenzia AsiaNews è stata molto attenta negli anni nel monitorare questa reatà.


Eppure il Vaticano guidato da Papa Francesco ostenta ottimismo nei confronti del Dragone. Per fare il punto sulla situazione della Chiesa in Cina, non certo l’unica realtà religiosa perseguitata in Cina, abbiamo sentito telefonicamente da Roma Padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia AsiaNews ed esperto di questioni religiose nell’estremo oriente.

Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia AsiaNews
“Ho chiesto qualche volta a qualche membro del Partito Comunista Cinese come mai avete cosi’ tanta paura. Loro mi hanno detto per due motivi: uno è il fatto dell’unità dei cattolici, se per caso qualche cattolico viene copito in qualche parte del mondo subito tutto il resto dei cattolici esprime la sua solidarietà; il secondo motivo è che i cattolici sono fra quelli che resitono di piu’ sul fatto che la libertà religiosa va applicata fino in fondo e quindi c‘è un aspetto della vita delle persone che non appartiene a nessuno, che non appartiene allo stato, non appartiene al partito ma appartiene soltanto alla persona e a Dio. Contro tutte le previsioni del Partito Comunista c‘è una rinascita religiosa impressionante in Cina. Papa Bergoglio dal 2013 ha fatto questa politica di amicizia, ha espresso questa amicizia. Da parte della Cina sono arrivate sempre delle batoste sia dal punto di vista delle ordinazioni di vescovi senza l’ok del Vaticano, sia imprigionamenti di vescovi, sia chiese demolite e così via”.