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Persecuzione Rohingya: tregua armata di un mese

La proposta delle forze paramilitari musulmane che sostengono la minoranza

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Persecuzione Rohingya: tregua armata di un mese

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Una tregua armata di un mese decisa dai gruppi paramilitari dell’Arkan Rohingya Salvation Army, condivisa dalle forze di sicurezza birmane, potrebbe riportare la calma nello stato di Rakhine. Lo scopo è quello di facilitare l’accesso agli aiuti umanitari per sostenere i civili della comunità musulmana Rohingya , la minoranza costretta alla fuga dagli attacchi da parte del governo della Birmania, a maggioranza buddhista.

Almeno 290.000 di loro avrebbero già raggiunto il Bangladesh. Villaggi interi sono stati dati alle fiamme, molte delle persone che ci vivevano sono sono state uccise o ferite. Secondo le Nazioni Unite , i gruppi umanitari avrebbero bisogno di piu risorse, 77 milioni di dollari la stima, per aiutare la popolazione.

Acqua, cibo, medicine, sono i beni di prima necessità a scarseggiare soprattutto all’arrivo in India. Per Amnesty International , il governo locale deve consentire l’arrivo del supporto agli sfollati. La guerra aveva già conosciuto una prima fase di cessate il fuoco alla fine del 2016, prima della ripresa degli scontri verso la fine di agosto. Ad oggi sono 400mila i Rohingya che vivono in Bangladesh, da quando la minoranza aveva iniziato a scappare dal paese confinante già dagli inizi degli anni novanta.