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Rohingya, rischio di crisi umanitaria

Oltre 300 mila i profughi giunti in Bangladesh dall'inizio della crisi, il 25 agosto

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Rohingya, rischio di crisi umanitaria

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Affamati, stremati dalla fatica, sono oltre 300 mila i Rohingyas giunti in Bangladesh dalla fine di agosto, attraversando passi di montagna o il fiume Naf che costituisce una buona parte del confine tra il Bangladesh e il Myanmar, Paese da cui la minoranza musulmana fugge.

L’Alto commissariato Onu per i rifugiati stima che 300 imbarcazioni cariche di profughi abbiano passato la frontiera nella sola giornata di mercoledì; mentre sabato(9 settembre) si stimava che fossero oltre 20 mila i nuovi arrivi.

Un flusso di migranti che fa scattare l’allarme a Dacca che ha improvvisato l’organizzazione di campi d’accoglienza.

Campi che verranno allestiti anche in Myanmar, così ha annunciato il governo, rompendo il silenzio dall’inizio della crisi, dopo che l’Onu aveva invitato Aung San Suu Kyi oggi alto dirigente di Stato, a mobilitarsi.

Il rischio di una crisi umanitaria preoccupa il programma alimentare mondiale che ritiene la situazione molto instabile.

La Croce rossa coordina aiuti e distribuzione di cibo e generi di prima necessità.