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Stop a modelle super magre

Accordo Lvmh-Kering: basta con le modelli troppo madre e under 16

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Stop a modelle super magre

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Stop alle taglie under 38. Da Christian Dior a Yves Sant Laurent, da Louis Vuitton a Gucci. I grandi marchi della moda francese hanno deciso di bandire dalle passerelle le modelle troppo magre.


Icone per decenni di stilisti e ragazzine fashion addicted ora dovranno adeguarsi alle nuove regole che arrirvano da Parigi. La carta, firmata da Lvmh e Kering, i due coloss del lusso rispettivamente di proprietà di Francois Pinault e Bernard Arnault, proibisce di fatto di utilizzare ragazze dall’aspetto emaciato, taglia 34, e di età inferiore ai 16 anni per servizi fotografici o eventi destinati a un pubblico adulto. Per i modelli il limite sarà la taglia 44. “Le nuove regole saranno valide in tutto il mondo e incarna gli elevati standard di integrità, responsabilità e rispetto verso le persone ai quali intendiamo attenerci”, scrivono i due marchi in un comunicato.

Inoltre i modelli che hanno un età compresa tra 16 e 18 anni saranno soggetti a regole specifiche: non potranno lavorare tra le 22 e le 6 del mattino; sarà obbligatoria la presenza di un accompagnatore (che potrà essere un genitore della modella o del modello) nominato dall’agenzia; le modelle e i modelli che non hanno compiuto 18 anni dovranno essere ospitati nello stesso alloggio del loro accompagnatore. La carta prevede che i brand chiedano alle agenzie di assicurarsi che le modelle rispettino i propri obblighi scolastici.

Il documento, che segna una svolta nel mondo della moda, arriva a ridosso della valanga di polemiche suscitate nel marzo scorso dal direttore di casting James Scully che aveva denunciato gravi casi di bullismo, crudeltà e discriminazione nell’industria del modeling. Allora erano stati coinvolti brand come Balenciaga e Saint Laurent. Nel primo caso oltre 150 modelle erano state chiuse a chiave nelle scale di servizio di un locale, dove hanno atteso per tre ore, al buio e senza finestre, che due direttori di casting tornassero dal pranzo. Saint Laurent invece aveva provocato una bufera sui social per una campagna pubblicitaria che mostrava una modella eccessivamente magra e sottomessa.


A maggio in Francia era entrata in vigore una legge che obbligava le indossatrici a fornire un certificato medico di buona salute, nel tentativo di affrontare i problemi di un settore che propone modelli di magrezza e bellezza irraggiungibili. Meglio un fisico tonico con qualche curva in più che un corpo scheletrico e poco sensuale.