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"Diplomazia del caviale", Baku si difende

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"Diplomazia del caviale", Baku si difende

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L’Azerbaigian rimanda al mittente le accuse se non di corruzione quantomeno di essersi cercata di ingraziare le istituzioni europee con un atteggiamento non proprio corretto.

L’accusa è quella di aver montato un sistema corruttivo di quasi 3 miliardi di dollari, uno schema orchestrato per pagare personaggi politici europei, comprare beni di lusso, riciclare denaro sporco e cercare di influenzare le attività di alcune istituzioni europee a favore del paese. La diplomazia del caviale è stata definitia: “Il portavoce del ministero degli esteri di Baku la considera invece un attacco propagandistico orchestrato da lobbies e dallo stesso George Soros. Anche le accuse di Transparency International non sono fondate e se decideranno di portare questi documenti di fronte al Consiglio d’Europa o altrove lo impugneremo”.

La difesa azera però, non fornisce prove, almeno per ora, che mostrino come queste ilazioni siano infondate e la stessa Tramnsparency, una degli attori alla base di questo rapporto che ha accusato Baku attraverso un portavoce, dice: “Al momento non sappiamo se qualcuno abbia ricevuto pagamenti in questa assemblea. Non ci sono procedimenti disciplinari o interdizione di voto e nessuno è indagato”.

Le accuse sono comunque circostanziate e lo scandalo non è certo finito qui. Si attende adesso la prossima puntata.