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Mondiali di judo: Majdov, un oro storico per la Serbia

Quinta giornata dei Mondiali di judo a Budapest, dove dopo un inizio totalmente dominato dal Giappone, l’Europa è tornata a fare la voce grossa.

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Mondiali di judo: Majdov, un oro storico per la Serbia

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Quinta giornata dei Mondiali di judo a Budapest, dove dopo un inizio totalmente dominato dal Giappone, l’Europa è tornata a fare la voce grossa. Finale assolutamente imprevedibile nella categoria 90 kg, dove si sono trovati di fronte il serbo Nemanja Majdov, settima testa di serie del seeding, e lo sloveno Mihael Žgank, due tra gli elementi emergenti del movimento. A spuntarla è stato Majdov al termine di un incontro molto tattico deciso da uno shido assegnato al suo avversario nel corso del golden score. Storica medaglia per la Serbia, che conquista a Budapest il suo primo titolo mondiale: fino ad oggi, infatti, aveva vinto solamente un bronzo da quando si era gretolata la vecchia Jugoslavia. Il tutto nonostante la precoce uscita di scena del numero 1 del mondo, Aleksandar Kukolj. Giornata da ricordare anche per la Slovenia. Quella di Žgank è infatti la prima medaglia in assoluto vinta in una categoria maschile.

“Non riesco a spiegare cosa provo – ha detto Non so cosa è successo. Ho iniziato con il judo qando ero un bambino di 6 anni, mio padre era il coach e io sognavo di diventare campione del mondo. Ora ce l’ho fatta ad appena 21 anni, alla mia prima stagione da senior. Otto settimane fa ho scritto di me su Instagram: ecco il prossimo campione del mondo. Qualcuno mi ha preso in giro, ma se non rischi non avrai mai la gloria”.

Una medaglia d’oro, un titolo mondiale e un sorriso. Un argento e un bacio. Nella categoria donne 70 chili, alla fine sono tutti contenti. Chizuru Arai è la nuova campionessa del mondo: una grande soddisfazione per la giapponese, che ha sempre ben figurato nel World Tour, senza pero’ mai riuscire a portare a casa il bottino pieno. Felice anche María Pérez, che ha regalato a Porto Rico la prima medaglia iridata nel judo dopo 31 anni di digiuno. La portoricana è stata sconfitta in una fase di ne-waza, quando è stata costretta a chiedere la fine dell’incontro su uno strangolamento.

Per Arai si tratta della seconda medaglia importante della carriera, dopo l’argento conquistato agli Asian Games: “Ho sempre sognato di vincere questo titolo – ha detto Arai -. Questa medaglia d’oro è assolutamente incredibile”. La nipponica succede nell’albo d’oro della categoria alla francese Gévrise Émane. Nella terza finale della giornata, la brasiliana Mayra Aguiar ha vinto l’oro nella categoria 78 kg femminile, battendo in finale la giapponese Mami Umeki.

Il nostro ospite di oggi nel VIP corner è Robert van de Walle, judoka belga campione olimpico a Mosca 1980 e due volte iridato: “Quello che mi colpisce è l’amicizia fra atleti dopo che hanno lottato. Sia chi vince che ci perde è molto sportivo, è una cosa che vediamo ad ogni incontro. Questi atleti si misurano l’uno con l’altro, si sfidano e lottano sul tatami. Poi pero’ si stringono la mano e l’amicizia resta per sempre, anche nella vita quotidiana”.

Il moment of the day è del cubano Kaliema Antomarchi, che ha eliminato nel secondo turno l’ungherese Erdelyi-Joo Abigel con uno splendido ippon per sgambetto. Un numero che ha ammutolito l’arena di Budapest, proiettando il cubano fino alla medaglia di bronzo.