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Myanmar: l'esercito fa fuoco contro civili Rohingya

La minoranza musulmana, perseguitata, si è ribellata contro i poliziotti birmani. Sono seguiti scontri con 100 morti e spari sui civili da parte dell'esercito. Si contano migliaia di profughi

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Myanmar: l'esercito fa fuoco contro civili Rohingya

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Scontri ed evacuazioni nel nord-est del Myanmar. L’esercito birmano, come ha testimoniato un giornalista della France Press, ha sparato contro i civili della minoranza musulmana dei Rohingya, intrappolati verso il confine con il Bangladesh, Paese in cui fuggono a migliaia.
La reazione segue un’insurrezione dell’ Arakan Rohingya Salvation Army, che ha attaccato i poliziotti birmani. I Rohingya in Myanmar, Paese a maggioranza buddista, sono storicamente perseguitati per motivi religiosi ed economici. Ecco la testimonianza di un profugo, Hamid Hossain: “Ho perso uno dei miei figli mentre attraversavamo il confine. Non potevamo tollerare la tortura del governo del Myanmar. Hanno ucciso la nostra gente, i corpi sono rimasti a terra, eravamo impotenti lì, il governo ha bruciato le nostre case, hanno anche ucciso i nostri bambini. Come possiamo vivere lì?”.
Negli scontri degli ultimi giorni sono morte un centinaio di persone, per lo più insorti Rohingya, e 4mila civili residenti nell’area sono stati evacuati. Secondo le Nazioni Unite, che hanno presentato un report a febbraio, è molto probabile che le violenze subite da questa minoranza musulmana possano classificarsi come crimini contro l’umanità.
Genera grande scetticismo nella comunità internazionale il silenzio sulla strage del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi.