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L'idea di Minniti: case confiscate alla mafia agli sgomberati

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L'idea di Minniti: case confiscate alla mafia agli sgomberati

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Fatti, quello dello sgombero violento di profughi e richiedenti asilo a Roma, che impongono un intervento urgente. Verrà dall’alto con un protocollo allo studio del Viminale perché il problema non è solo di ordine pubblico a livello nazionale, ma ha enorme rilevanza politica. E’ di quei temi potenzialemnte decisivi durante le campagne elettorali.

Delle linee guida del Viminale trapelano anticipazioni: la nuova idea è di usare stabili confiscati alla mafia. Misura, quest’ultima, più simbolica che risolutiva dato che solo a Roma sono 15mila le famiglie in difficoltà abitativa e, sempre nella capitale a fine 2016 erano 66 – terreni compresi – i beni confiscati. Con chi si siederà al tavolo il ministro dell’Interno? Anche con “associazioni qualificate”, trapela. Segno che si ascolterà probabilmente chi è nelle liste e ha diritto a una casa popolare, così come chi rappresenta il rifugiato straniero occupante. Spina nel fianco quest’ultimo di chi vede gli stranieri come fumo negli occhi. Ma norme internazionali impongono l’accoglienza e in Italia – terzultimo Paese europeo per numero di rifugiati in rapporto alla popolazione – sono ufficialmente 2,4 ogni mille abitanti, a fronte dei 23 rifugiati ogni 1000 abitanti della Svezia e degli 8 ogni mille della Germania.