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Europa spaccata in due sulla riforma dei lavoratori distaccati

I paesi critici ritengono che l'attuale testo favorisca il dumping sociale

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Europa spaccata in due sulla riforma dei lavoratori distaccati

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Il presidente francese Emmanuel Macron è attualmente in viaggio ufficiale nell’Europa, tra i diversi punti della sua agenda spicca la riforma della direttiva sui lavoratori distaccati. Ma in che cosa consiste?

Chi riguarda?

La direttiva riguarda gli impiegati inviati dal proprio datore di lavoro in missione temporanea in un altro Stato membro.
Il lavoratore distaccato non deve essere confuso con il lavoratore mobile che risiede definitivamente in uno Stato membro.

Quali diritti?

La direttiva prevede che il lavoratore distaccato può conservare alcuni diritti considerati fondamentali nel suo paese, invece di dover seguire le regole dei paesi di destinazione. Il datore di lavoro continua però a pagare le “spese sociali” nel paese dove ha la sede.

I diritti in questione sono:

- La retribuzione minima – Tempo di lavoro e periodi di riposo minimi – Le vacanze pagate – Salute, sicurezza e igiene sul lavoro – Parità di genere – Condizioni contrattuali del lavoro temporaneo

Se le norme vigenti nel paese di distacco sono più favorevoli per il dipendente, il datore di lavoro può scegliere di proporle al suo dipendente.

Perché questa direttiva?

La direttiva è stata ideata per facilitare la mobilità e gli scambi tra Stati membri con standard di vita comparabili.

Perché Emmanuel Macron vuole che sia riformata?

Questa direttiva, secondo il presidente francese, provocherebbe il cosiddetto dumping sociale tra stati membri con differenti livelli di vita.
Le aziende basate in paesi con diritto del lavoro e salari più favorevoli per i dipendenti potranno impiegare dipendenti distaccati da paesi a tassazione inferiore, avvantaggiandosi dei minori oneri sociali.
Per questo motivo, le società dell’Europa occidentale utilizzano società fittizie (anche chiamate “società cassette postali”) con sedi in Europa orientale. Questi lavoratori distaccati entrano quindi in concorrenza con i lavoratori locali.

Cosa propone la Francia e l’Austria?

- Limitare il distacco a 12 mesi su due anni – Prendere in considerazione tutti gli elementi salariali (buoni pasto, premi, indennità di trasporto …) e non solo il salario minimo – Rafforzare i controlli contro le società fittizie – Estendere la direttiva al settore dei trasporti su strada e agli autisti

Chi è a favore e chi è contro la riforma?

C’è una frattura che segue grosso modo la linea est-ovest tra gli Stati membri. I paesi dell’Europa occidentale sono generalmente favorevoli a una riforma della direttiva, con Francia, Germania e’Austria in prima linea. I paesi dell’Europa orientale sono generalmente contrari, in particolarmodo Polonia e Ungheria. Repubblica Ceca e Slovacchia hanno appena raggiunto la linea della riforma dopo esserne stati oppositori. Spagna, Portogallo, Romania e Bulgaria si oppongono alla proposta di estendere la direttiva ai trasportatori stradali.