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Terrorismo in Spagna: lo stato dell'inchiesta

Prosegue il lavoro degli inquirenti sugli attentati in catalogna

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Terrorismo in Spagna: lo stato dell'inchiesta

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I dodici membri della cellula jihadista responsabili degli attacchi in Catalogna, che ha ucciso 15 persone e fatto più di 120 feriti, sono “detenuti o morti”. Tra questi ci sono sono otto marocchini e uno spagnolo.

Mohamed Houli Chemal, 21 anni, uno dei quattro presunti terroristi della cellula di Ripoll detenuti, ha confermato davanti a un giudice a Madrid che i piani iniziali del gruppo prevedevano un attentato più vasto, con esplosivi, a Barcellona. Un altro ha detto che l’imam Es Atty voleva farsi esplodere contro la sagrada Familia. Nell’ex covo di Alcanar è stato trovato un documento a firma Isis. Intanto le indagini si allargano, con perquisizioni in altre città della Spagna. Tre arrestati restano in carcere mentre uno è stato liberato.

Nel 2015 la magistratura catalana aveva revocato l’ordine di espulsione dell’imam Albdelbaki Es Satty il cui corpo è rimasto fra le macerie dell’esplosionie della villetta di Alcanar. Gli altri resti umani trovati nella villetta non sono ancora stati identificati.

Scontata una pena per traffico di droga nel 2015 per il giudice il marocchinoAlbdelbaki es Satty non destava piu’ preccupazioni di sorta.

A Barcellona intanto sulla Rambla continua l’omaggio alle vittime dell’attacco in un clima di polemiche sulla mancanza di prevenzione da parte delle autorità cittadine con la complicazione delle velleità indipendentiste dell’insieme della Catalogna.