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Barcellona: il bilancio delle vittime sale a 15

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Barcellona: il bilancio delle vittime sale a 15

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È finita la fuga di Younes Abouyaaqoub, l’unico componente della cellula islamista riuscito a scappare dopo la strage sulla Rambla di Barcellona. È stato ucciso in un’operazione della polizia catalana nel primo pomeriggio a Subirats, una località di poco più di duemila abitanti tra i vigneti della Catalogna, a circa 50 chilometri da Barcellona. È stata una donna a riconoscerlo. Poche ore prima era stato diffuso il suo identikit: alto 1,80, pelle scura, capelli corti, forse con la barba, pericoloso e probabilmente armato. Insospettita da un uomo che malgrado il caldo indossasse una camicia a maniche lunghe, ha raccontato il capo della polizia Josep LLuis Trapero, gli ha urlato da lontano e l’ha visto fuggire tra i vigneti. Quando è stato raggiunto dagli agenti aveva indosso una cintura esplosiva, finta secondo i media spagnoli, ha urlato “Allahu akhbar”, quindi è stato colpito a morte.

Le notizie sono state date in conferenza stampa dallo stesso Trapero.

Il 22enne di origini marocchine era ricercato in tutta Europa. Si pensava addirittura che potesse aver raggiunto la Francia passando la frontiera, ma è probabile a questo punto che tutto questo non fosse stato che una notizia data dalle forze dell’ordine solo per sviare l’attenzione dei media e permettere alla polizia di dispiegare un dispositivo che poi è si è dimostrato utile.

Viene smantellata così la cellula che ha portato a compimento gli attentati sulel Rambléas e a Cambrils. Trapero ha certificato che tra le macerie della villetta di Alcanar, esplosa un giorno prima degli attacchi, sono stati trovati i resti biologici di “almeno due persone” e, in base ai “solidi elementi”, una è l’imam di Ripoll, Abdel Baki Es Satty, 40 anni, responsabile della radicalizzazione dei giovani membri della cellula terroristica oltre che la mente degli attentati di giovedì scorso.