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Ong Proactiva denuncia aggressione della Guardia Costiera libica

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Ong Proactiva denuncia aggressione della Guardia Costiera libica

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L’Ong Proactiva Open Arms subisce nuove intimidazioni da parte della Guardia Costiera libica. Durante un’esercitazione per le operazioni di soccorso nel Mediterraneo, i volontari a bordo della nave Golfo Azzurro denunciano d’essere stati vittima di un vero e proprio tentativo di sequestro da parte di una motovedetta libica. La Guardia Costiera ha intimato d’essere seguita fino a Tripoli, entrando dunque nelle acque territoriali libiche, sotto la minaccia di aprire il fuoco. I volontari di Proactiva sono riusciti ad allontanarsi incolumi dopo quasi due ore di trattativa. L’Ong ha dichiarato che continuerà l’attività di soccorso nonostante le minacce.

“La nostra barca, Golfo Azzurro, stava effettuando delle esercitazioni di soccorso a 27 miglia nautiche dalla costa libica dunque in acque internazionali, nemmeno nelle acque territoriali” ha spiegato Laura Lanuza ad euronews “quando abbiamo visto una motovedetta libica avvicinarsi molto rapidamente. Da quel momento sono cominciate le minacce via radio. Ci chiedevano se avevamo un’autorizzazione da parte della Libia, abbiamo risposto che ci trovavamo in acque internazionali. E hanno tentato di obbligarci a seguirli, di obbedire ai loro ordini e seguirli a Tripoli. E che se non seguivamo gli ordini ci avrebbero sparato. Dopo un’ora e 40 minuti ci hanno detto di dirigerci a Nord e di non farci più vedere altrimenti ci avrebbero sparato”.

I volontari di Open Arms hanno inoltre raccontato d’essere stati testimoni di un episodio significativo: nella stessa zona si trovava l’imbarcazione C-Star, utilizzata dal gruppo dell’estrema destra identitaria Defend Europe allo scopo di contrastare le operazioni di soccorso delle Ong. La barca è passata senza problemi a poca distanza dalla motovedetta libica. Pochi giorni fa la C-Star si era trovata in panne in prossimità del confine tra le acque della Tunisia e della Libia e aveva inviato una richiesta di aiuto. La nave più vicina era quella della Ong Sea Eye che si era avvicinata. Ma la C-Star aveva rifiutato di essere soccorsa da una delle Ong contro cui intende operare.