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Caso Regeni: ambasciatore italiano torna al Cairo, famiglia ''indignata''

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Caso Regeni: ambasciatore italiano torna al Cairo, famiglia ''indignata''

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E’ indignata la famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore friulano ucciso in Egitto un anno e mezzo fa, per la decisione del governo di rimandare l’ambasciatore italiano al Cairo, ritirato dall’aprile 2016. La Farnesina ha infatti annunciato lunedì che, grazie una presunta “rinnovata cooperazione” tra le Procure di Roma e della capitale egiziana, l’ambasciatore Giampaolo Cantini verrà inviato nel Paese nordafricano. Immediata la risposta dei famigliari di Regeni: “dopo 18 mesi di lunghi silenzi e sanguinari depistaggi, non vi è stata nessuna vera svolta nel processo sul sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio. Solo quando avremo la verità, l’ambasciatore potrà tornare al Cairo senza calpestare la nostra dignità”, si legge nel comunicato.

Giulio Regeni, 28enne ricercatore, venne ritrovato cadavere sul ciglio di una strada, il 3 febbraio 2016. A un anno e mezzo dalla morte e dopo molte difficoltà di relazioni e scambi tra Italia ed Egitto, i colpevoli sono ancora a piede libero.