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Siria: dall'inferno di Raqqa


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Siria: dall'inferno di Raqqa

Il caldo, la mancanza di tutto, la disperazione rendono un inferno la sopravvivenza dei siriani in fuga dalla città di Raqqa. Nei mesi scorsi le forze curdo-siriane hanno ingaggiato in battaglia le milizie fedeli al Califfo nel ventre della città a nord-est della Siria, quell’urbano che era stato proclamato capitale dello Stato Islamico

Adesso chi puo’ cerca riparo nel campo profughi di Ain Issa impiantato a settentrione di Raqqa dal settembre del 2016. Qui si concentrano più di 8000 siriani. Fra loro ci sono tanti testimoni del dramma e raccontano di come i militanti dello stato islamico continuino a cercaredi reclutare i ragazzi e gli uomini fra i 15 e i 40 anni per farli diventare dei loro soldati.

SAKER AL JASEM è uno dei depositari di questa storia ed è rifugiato siriano sfuggito dalla zona di DEIR AL ZOR, l’area in cui i militanti di Isis avevano compiuto una strage nel 2016 uccidendo almeno 300 civili, in maggioranza donne, bambini e anziani. 150 di essi erano stati decapitati ed altri 400 rapiti.

Oggi il sostegno ufficiale alle milizie siriane e curde anti Isis viene prevalentemente dagli Stati Uniti ma sono tanti anche i combattenti occidentali che si uniscono alle formazioni della Protezione Popolare curde (YPG). Si tratta di sqaudre che i miliziani del califfato e che nelle settimane scoprse sono riusciti a collegare porzioni occidentali e orientali di Raqqa.

Le unità curde di Protezione Popolare erano sorte nel 2012, quando l’esercito siriano si è ritirato da alcune zone del paese e hanno cercato di mantenere il controllo del territorio, scontrandosi poi con le forze governative.

Maggiori informazioni:

http://about.reuters.com/fulllegal.asp
http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2017/07/31/news/siria_dove_si_da_assistenza_sanitaria_ai_feriti_nella_guerra_a_raqqa-172045282/

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