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Charlottesville: la Casa Bianca tenta di spegnere le polemiche

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Charlottesville: la Casa Bianca tenta di spegnere le polemiche

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Il dramma di Charlottesville risveglia la polemica sulla retorica contro gli stranieri di Donald Trump, accusato di non aver condannato chiaramente i militanti di estrema destra e di fomentarli indirettamente.

All’indomani dell’uccisione di una trentaduenne da un’automobile lanciata contro i manifestanti anti-razzisti, la Casa Bianca cerca di correggere il tiro condannando in un comunicato suprematisti bianchi, neonazisti e Ku Klux Klan. Il presunto assassino, James Alex Fields, un ventenne dell’Ohio, lunedì dovrebbe comparire in tribunale.

“Ho un messaggio per tutti i suprematisti bianchi e i nazisti che sono venuti a Charlottesville”, ha detto Terry McAuliffe, governatore Virginia. “È semplice: “andate a casa, non siete i benvenuti nella nostra grande comunità. Vergognatevi”.

“L’odio e la retorica che si sono intensificati negli ultimi mesi stanno dividendo questa grande nazione”, ha proseguito McAuliffe. “Dobbiamo lavorare assieme. Ho detto due volte al presidente che
siamo disposti a lavorare con lui se si può lavorare assieme per unire le persone. Ma basta con il discorso dell’odio, basta con la retorica. Dobbiamo riavvicinare le persone”.

In tutto il Paese, come a San Francisco, sono state organizzate manifestazioni di solidarietà con Charlottesville, città universitaria di 50.000 abitanti dove sabato gli estremisti di destra si erano riuniti per protestare contro la rimozione della statua del generale Lee, considerato simbolo di schiavitù e razzismo.