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Congo: il dramma della popolazione del Kasai

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Congo: il dramma della popolazione del Kasai

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È sempre più critica la situazione umanitaria nella Repubblica democratica del Congo, nella regione del Grand Kasai dilaniata dal conflitto armato. L’Unicef parla di oltre 1,4 milioni di persone, fra cui 850 mila minori, costrette a lasciare le proprie case negli ultimi 12 mesi a causa delle violenze. I bambini sono vittime di abusi, reclutati dalle forze armate e costretti ad assumere droghe. In 400 mila sono rischio malnutrizione acuta grave. L’Onu ha documentato circa 251 uccisioni da parte di agenti di Stato, milizie o ribelli, che potrebbero essere considerati crimini contro l’umanità.

“Dobbiamo dare a milioni di donne, uomini, bambine e bambini della Repubblica democratica del Congo una risposta umanitaria e politica, commisurata alla loro situazione e alla loro voglia di sopravvivere”, ha detto il sottosegretario delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari Stephen O’Brien.

Istruzione e assistenza sanitaria non sono garantiti: 200 centri medici sono stati distrutti, 1 su 4 non è più operativo. La paura generata dalle violenze spinge le scuole a restare chiuse, insegnanti e bambini non escono dalle proprie abitazioni, centinai di edifici scolastici sono attaccati e depredati. Per gli operatori umanitari è difficile avere libero accesso alle popolazioni colpite per fornire assistenza.