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Siria: Del Ponte lascia la commissione d’inchiesta dell’ONU


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Siria: Del Ponte lascia la commissione d’inchiesta dell’ONU

Senso di impotenza, rabbia e dolore: sono questi i sentimenti che hanno spinto Carla del Ponte a decidere di lasciare la commissione d’inchiesta dell’ONU sulla Siria. L’annuncio è arrivato a margine del Festival di Locarno.

Il Consiglio di sicurezza non fa nulla ha denunciato la procuratrice svizzera: “Le mie dimissione sono più una provocazione, un grido di aiuto per le vittime di questa ingiustizia. Non è difficile, è che manca la volontà politica, senza volonta politica non si fa niente”, ha detto.

“Servirebbe il sostegno degli Stati e in particolare del Consiglio di sicurezza dell’Onu ma quest’ultimo viene bloccato dai veti della Russia e della Cina”, ha spiegato l’ex procuratrice del Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia. “C’è impunità totale, non c’è giustizia per la guerra in Siria e purtroppo non c’è possibilità di giustizia”: ha detto inoltre la diplomatica svizzera che è entrata a far parte della commissione nel settembre 2012.

La Del Ponte ha epresso il suo dolore per le vittime, tra cui tanti bambini in una Siria massacrata, “senza futuro”. Le sue dimissioni hanno sopreso ma non troppo, già in passato aveva lamentato le parole di condanna alle quali non seguono i fatti, non segue la giustizia.

“Non basta piangere sui bambini morti, bisogna fare in modo che non muoiano più in futuro” aveva ammonito in diverse occasioni.