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E' finita l'era della ''tessera del tifoso'', una prerogativa tutta italiana


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E' finita l'era della ''tessera del tifoso'', una prerogativa tutta italiana

Addio tessera del tifoso. E’ quanto stabilito venerdì a Roma, in un protocollo di intesa, firmato da Figc, Coni, Ministro dell’Interno e Ministro dello Sport, per favorire la partecipazione alle partite. Le principali novità sono la vendita dei biglietti, anche il giorno stesso, ai tifosi ospiti dei settori non dedicati e l’evoluzione della tessera in una fidelity card. Si manda quindi in pensione la carta che ha complicato troppo la vita dei tifosi negli ultimi anni. Ma come funziona negli altri campionati europei?

Inghilterra

In Inghilterra comprare un biglietto è semplice. Non è nominativo e basta iscriversi sul sito del club per acquistarlo. Unica nota negativa? Il prezzo elevato dei tagliandi per assistere a una partita di Premier League.

Spagna

Niente tessera del tifoso né biglietti nominativi neanche in Spagna. All’aeroporto di Barcellona, addirittura, i turisti possono procurarsi il ticket per il Camp Nou. Il problema è semplicemente trovarne uno per il Clasico…

Germania

In Germania la vendita è gestita dai club e ognuno ha un metodo diverso. Lo Schalke 04, ad esempio, vende prima della stagione esclusivamente ai soci. Ciò che resta sarà venduto poi durante il campionato.

Francia

Per quanto riguarda la Francia, l’accesso è abbastanza semplice, ma per alcune partite considerate ‘‘a rischio’‘, le autorità possono imporre i biglietti nominativi o vietare la vendita sul posto ai tifosi ospiti.

Ungheria

Chiudiamo infine con il caso particolare della Groupama Arena di Budapest. I tifosi ungheresi, dall’inaugurazione dello stadio nel 2014, per entrare nell’impianto devono avere una tessera nominativa e passare per uno scanner palmare.