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Venezuela, è repressione. Oppositori in carcere


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Venezuela, è repressione. Oppositori in carcere

Nicolas Maduro lo aveva detto subito dopo il voto-farsa organizzato per l’Assemblea Costituente: “I traditori la pagheranno. E alle parole sono seguiti i fatti. Nella notte di lunedì è stato nuovamente arrestato Leopoldo Lopez, liberato pochi giorni fa e riportato nella prigione di Ramo Verde dov’era stato recluso in regime di isolamento per anni. Stessa sorte è toccato ad Antonio Ledezma, già sindaco di Caracas, prelevato da casa in pigiama da un nutrito drappello di agenti. Una delle figlie, Oriette, ne ha chiesto la liberazione considerando il regime di Maduro responsabile della sua integrità. L’altra figlia, Vanessa, ai nostri microfoni è stata più diretta. Antonio Ledezma, da anni ai domiciliari, è stato punito per alcune uscite pubbliche contro il regime che non sembra più intenzionato a tollerare proteste. A poco serviranno anche i moniti delle Nazioni Unite. Il segretario generale Guterres, per bocca di un portavoce, ha detto: “L’ufficio per i diritti umani chiede alle aurotità venezuelane di cessare l’uso della forza per reprimere le manifestazioni e assicurare il diritto ad assemblee pacifiche e chiede a tutte le parti in causa di rifiutare l’uso della violenza”.

Del governo però, non si fida più nessuno. In queste ore le ambasciate di quasi tutti i paesi. sono prese d’assalto da venezuelabni che chiedono asilo politico. Soprattutto giudici e professionisti, ma anche deputati che temono che Lopez e Ledezma non siano solo che l’inizio della lunga vendetta del regime.

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Francia

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