Il Pianeta in rosso: da oggi l'umanità vive a credito

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Di Diego Giuliani
Il Pianeta in rosso: da oggi l'umanità vive a credito

<p>Da oggi il Pianeta Terra è in rosso. Il 2 agosto l’umanità ha già esaurito tutte le risorse che aveva a disposizione per sopravvivere fino alla fine dell’anno. Esaurito quanto avevamo in dispensa, cominciamo insomma ad attingere alle scorte del prossimo anno. </p> <p><h3>Per continuare a vivere e a consumare così ci vorrebbe (in media) una Terra e mezza</h3><br /> In gergo si chiama “Overshoot Day” e in base ai conti della Ong <a href="http://www.footprintnetwork.org/">Global Footprint Network</a> che lo calcola, arriva sempre più presto. Nel 1997 era a fine settembre. Da allora abbiamo pescato sempre di più, ma in un mare finito. E i pesci, salvo nei supermercati, non abbiamo ancora imparato a moltiplicarli. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">How many Earths would we need if everyone in the world lived the average lifestyle in your country? <a href="https://t.co/p2guqBNBJo">https://t.co/p2guqBNBJo</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/movethedate?src=hash">#movethedate</a> <a href="https://t.co/jMWmc4AbY2">pic.twitter.com/jMWmc4AbY2</a></p>— Footprint Network (@EndOvershoot) <a href="https://twitter.com/EndOvershoot/status/890542322072645632">27 luglio 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><br /> <em>Di quanti pianeta Terra avremmo bisogno, se continuassimo a vivere secondo ritmi e stile attuali? Paese per paese, i conti della Ong Global Footprint Network</em></p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">How many countries are required to meet the demands of its citizens? <a href="https://t.co/p2guqBNBJo">https://t.co/p2guqBNBJo</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/movethedate?src=hash">#movethedate</a> <a href="https://t.co/Xhs3fNdMR7">pic.twitter.com/Xhs3fNdMR7</a></p>— Footprint Network (@EndOvershoot) <a href="https://twitter.com/EndOvershoot/status/890904750140600321">28 luglio 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><br /> <em>Variazione sul tema dei precedenti conteggi: di quanti paesi avremmo bisogno se continuassimo a vivere ai ritmi di oggi?</em></p> <p><h3>“La crescita come la chiocciola troppo pesante sul dorso di una lumaca: invece di proteggerci, ormai ci schiaccia”</h3><br /> Per continuare a vivere, e a consumare le risorse del pianeta ai ritmi di oggi, avremmo in media bisogno di oltre una Terra e mezza. Un problema fisico (e matematico) che si scontra con l’ortodossia economica di una crescita che si vuole invece esponenziale e infinita. L’obiettivo è il benessere, ma per finanziarlo stiamo contraendo un debito che ogni anno pesa di più. Prezzo per riempire i nostri scaffali è insomma un vivere a credito, e sulle spalle delle prossime generazioni. “La crescita è per noi ormai come la chiocciola sul dorso di una lumaca – scriveva l’economista George Latouche -. Siamo arrivati a un punto in cui, invece di ripararci, con il suo peso rischia di schiacciarci e di impedirci di andare avanti”.</p>