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Guerra totale degli Usa ad hacker russi


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Guerra totale degli Usa ad hacker russi

Gli Stati Uniti danno la caccia agli hacker russi fuori dai confini nazionali visto che Mosca non ha un trattato di estradizione con Washington. È il caso di Pyotr Levashov. Arrestato a Barcellona ha preferito restare in carcere evitando di essere assistito da un avvocato russofono pur di ritardare l’estradizione. Levashov, come altre star dell’hackeraggio russo, era abitutato ad una vita agiata. Il Cremlino ha sempre negato qualsiasi ruolo nel processo elettorale che ha portato all’elezione di Donald Trump alle ultime presidenziali. Tuttavia le frequentazioni di questi cybercriminali sono delle migliori a Mosca. Alcuni di loro sono diventati milionari con truffe informatiche e con lo spamming, le mail immondizia che vi intasano la casella di posta con messaggi pubblicitari spesso a sfondo pornografico.

Finora fra i paesi più pronti a recepire le indicazioni e le richieste di Washington proprio la Spagna, anche perché Madrid ha visto la colonia di personaggi dalla dubbia fama ingrandirsi oltremisura senza dimenticare che le truffe informatiche si sono moltiplicate in modo esponenziale nella stessa Spagna. Anche la Repubblica ceca ha fermato alcuni di questi spesso giovanissimi cybercriminali. la novità rispetto al passato è la scelta dell’amministrazione americana di andare ad arrestare queste persone bypassando attori internazionali come l’interpol. Il prossimo livello potrebbe essere quello di compiere arresti in altre nazioni. La rapidità con cui si muovono questi criminali che passano senza difficioltà da una nazione all’altra richiede nuove armi giuridiche. Il timore dei critici è però quello che le autorità degli stati si assoggettino troppo alle richieste statunitensi.

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