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Firmato il codice di condotta delle Ong, Msf dice no

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Firmato il codice di condotta delle Ong, Msf dice no

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Il codice di condotta delle Ong voluto dal governo italiano porta la firma soltanto di due organizzazioni sulle otto attive nel Mediterraneo per salvare vite umane. Il divieto di trasbordo su altre navi e la presenza a bordo di poliziotti armati sono disposizioni che Medici Senza Frontiere non può accettare. MSF e le tedesche Jugend Rettet e Sea Watch non hanno aderito.

“In linea di principio non cambierà nulla perché anche prima dell’accordo e, con una gerarchia superiore dal punto di vista del diritto, esistono delle leggi nazionali e internazionali, dei trattati, che regolano le attività di ricerca e di soccorso in mare”, afferma Gabriele Eminente, direttore generale di MSF Italia.


“Un codice di condotta avrebbe dovuto includere anche le navi della Forza navale mediterranea dell’Unione europea e di Frontex – commenta Titus Molkenbur della tedesca Jugend Rettet – la maggior parte del tempo non le vediamo nelle zone di ricerca e soccorso, non sono impegnate attivamente. Affinché un codice di condotta sia più efficace possibile tutti gli attori, non soltanto le ong, devono sedere al tavolo delle discussioni”.

Hanno firmato Moas e Save The Children per la quale gran parte dei punti del codice indica cose che l’ong già fa.

“Non avremmo firmato se anche solo un punto ci avesse condizionato nella nostra operatività. Speriamo che questo porti alla fine di queste polemiche sulle ong che di fronte alla vita e alla morte della gente in mare mi sembrano davvero pretestuose”, dice Valerio Neri, direttore di Save The Children Italia.

Resta da capire quali saranno in pratica le misure che secondo il codice saranno applicate a chi non ha aderito. Il 40% dei salvataggi è opera delle organizzazioni non governative.